Lunedì, 21 Novembre 2016 12:02

EDUCAZIONE NON FORMALE E SCUOLA. A cura di Mario D'Agostino

LE PROPOSTE EDUCATIVE NON FORMALI PER LA SCUOLA
Digressioni sul tema, di Mario D’Agostino – Presidente del Kamaleonte
 
Le attività di educazione non formale, inseribili nei Piani di offerta formativa da qualsiasi tipo di Istituto di ordine e grado, possono favorire diverse sfere dell’apprendimento e dello sviluppo individuale e di gruppo.
Per sfere dell’apprendimento intendiamo la sfera dei saperi, saper fare e saper essere.
Per sviluppo intendiamo la crescita personale e la crescita dei gruppi in termini di dinamiche relazionali, riconoscimento e valorizzazione delle diversità, integrazione, gestione dei conflitti, intimità, raggiungimento di risultati comuni, performance.
Oggi le possibilità di creare o attingere a progetti di educazione non formale che possano supportare la didattica, che rispondano ai diversi bisogni di apprendimento e di sviluppo e che attivino le diverse intelligenze degli studenti sono infinite.
 
I progetti messi in atto per lo sviluppo degli apprendimenti sono veramente di tutti i tipi e lasciano un’enorme spazio creativo e di espressione a insegnanti e studenti. Tali progetti riguardano attività sportive, artistiche, ambientali, culturali, ludico educative, tecniche professionali, dinamiche, di volontariato, scambi multiculturali, inserimento in aziende e tante altre.
 
LA SFIDA È QUELLA DI FAR COINCIDERE LE PROPOSTE EDUCATIVE NON FORMALI CON I REALI BISOGNI DI CRESCITA DEGLI STUDENTI.
Per attività di educazione non formale intendiamo tutte quelle proposte extra curriculari svolte e partecipate in modo volontario da studenti e docenti per le quali non è previsto una valutazione classica finale ossia il “voto” e che quindi pone in una posizione di potere “giudicante” l’insegnante.
Per metodologie di educazione non formale intendiamo quelle metodologie attive utilizzate dall’insegnante o da consulenti esterni in orario curriculare. Il fine è quello di favorire gli apprendimenti, ma in questo caso la partecipazione degli studenti è “obbligatoria”. In alcuni casi queste metodologie utilizzate in classe possono prevedere delle valutazioni classiche, ossia il “voto”.
 
LE RACCOMANDAZIONI EUROPEE E IL RUOLO DELLE ORGANIZZAZIONI ESTERNE ALLA SCUOLA.
Già dal 1998 una raccomandazione del Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa invitava i Governi di ogni paese membro al riconoscimento delle attività di Educazione non formale e quindi ad ampliare l’offerta educativa formale integrando proposte e metodologie di Educazione non formale nella scuola.
Sicuramente l’integrazione di proposte Educative non formali, erogati con organizzazioni ed esperti esterni, danno un valore aggiunto e maggiori strumenti per l’apprendimento sia al gruppo studenti che agli insegnanti.
Le attività proposte o richieste dalle scuole ad organizzazioni esterne sono svariate e, a seconda degli obiettivi di apprendimento che si vogliono raggiungere, le organizzazioni educative assumono un vero e proprio ruolo di consulenza oltre che di erogazione di servizi educativi per i quali sono competenti.
Le competenze specifiche che ogni organizzazione esprime attraverso i progetti che propone o per le quali è chiamata ad offrire il servizio rappresentano una ricchezza importante a servizio di docenti e studenti. E’ proprio in virtu delle competenze specifiche che un’organizzazione educativa esprime che realizza e propone progetti educativi non formali alle scuole.
Il Kamaleonte si occupa di educazione non formale a livello internazionale e ,nello specifico per le scuole, di creazione di proposte di “apprendimento esperienziale” volte principalmente allo sviluppo del saper essere di studenti e insegnanti, allo sviluppo dei gruppi, alla creazione di contesti favorevoli all’apprendimento. Tutto questo attraverso:
Interventi nelle scuole in orario curriculare rivolti a gruppi classe a docenti e dirigenti.
Corsi di formazione rivolti a docenti e dirigenti
Progetti di educazione non formale residenziali denominati campi scuola.
 
PROGETTI DI EDUCAZIONE NON FORMALE RESIDENZIALE
Tra le attività di educazione non formale vanno infatti considerate anche le attività giornaliere e residenziali svolte con i gruppi classe o con gli studenti al di fuori dell’istituto scolastico che favoriscono direttamente o indirettamente il raggiungimento di obiettivi di apprendimento e lo sviluppo del gruppo.
Dovere della scuola, a seconda dell’obiettivo di apprendimento che l’attività residenziale prevede, è quello di individuare l’organizzazione che esprime le competenze necessarie alla facilitazione degli apprendimenti proposti.
Gli obiettivi di un’attività residenziale possono essere sicuramente molteplici e trasversali, ma il focus principale dell’obiettivo di una attività residenziale e come si intende raggiungerlo, dovrebbe essere chiaramente esplicitate nel progetto e rispondente ai bisogni educativi individuati dal corpo docente.
Il Kamaleonte, come organizzazione educativa e sportiva, offre alle scuole attività educative non formali residenziali dai 3 ai 5 giorni pensate per la facilitazione delle dinamiche di gruppo e per lo sviluppo individuale (del saper essere). La facilitazione del processo di gruppo e di apprendimento avviene attraverso attività esperienziali, ludico sportive e outdoor pensate in base alle esigenze di ogni gruppo e attraverso pratiche riflessive per l’apprendimento.
Da subito ci siamo posti il problema dell’inserire in un contenitore riconoscibile dal mondo scolastico tale proposta.
Il contenitore più vicino alle nostre offerte di educazione non formale residenziali ci è sembrato il “Campo scuola”.
 
CARATTERISTICHE DEL CAMPOSCUOLA E DIFFERENZE CON LA GITA.
Come si può immaginare sarebbe stato inappropriato identificare il nostro progetto come “gita” o “viaggio di istruzione”, in quanto le professionalità coinvolte per la facilitazione degli apprendimenti hanno caratteristiche e competenze molto specifiche e diverse da un accompagnatore turistico piuttosto che di una guida storico artistica o ambientale.
Nel nostro caso, la facilitazione degli apprendimenti prevede un numero di operatori nel team che possa garantire la sicurezza psico fisica degli studenti coinvolti, di solito 1 ogni 12 studenti.
Lo staff di operatori coinvolto nella gestione di un nostro “campo scuola” deve esprimere oltre che competenze ludico-sportive, relazionali e di gestione di gruppi, capacità di leggere e processare le dinamiche di gruppo e facilitare gli apprendimenti attraverso pratiche riflessive individuali e di gruppo. Tali competenze vengono acquisite attraverso percorsi formativi non formali e di sviluppo personale specifici e di lunga durata, di solito da educatori professionali e psicologi.
Come potete ben capire, se nel 2004 fossimo andati a proporre un progetto di “Attività di educazione non formale residenziale, per lo sviluppo del saper essere individuale e dei gruppi, attraverso attività di apprendimento esperienziale outdoor” ci avrebbero molto probabilmente riso in faccia e preso per dei pazzi visionari. Fortunatamete oggi contiamo un gran numero di dirigenti, docenti e scuole che con estrema convinzione colgono il significato e il valore educativo della nostra proposta e lo ricollegano facilmente ad obiettivi didattici in modo trasversale e integrato. Tanta strada si deve ancora fare e tanti insegnanti che scelgono la nostra consulenza e progetto di “campo scuola” fanno ancora oggi difficoltà a farlo accettare dalla Scuola stessa.
Ancora molte scuole fanno fatica a capire come integrare il nostro progetto nell’ambito del piano di offerta, ma siamo ottimisti!
 
Fonte: blogkamaleonte.wordpress.com