Martedì, 10 Dicembre 2013 21:34

Fondi UE - Sei miliardi in sette anni per l’innovazione in Sicilia

Sei miliardi di euro per i prossimi sette anni a disposizione della Sicilia. Sono questi i fondi europei che la regione si troverà a gestire fino al 2020 e sui quali scommettere per creare sviluppo e occupazione. È già attivo il programma “Erasmus +” per la circolazione di studenti e ricercatori. L’11 dicembre partiranno i primi bandi di Horizon 2020, il programma chiave per l’innovazione, che mette a disposizione di aziende, istituti ed enti di ricerca dei 28 Paesi europei 77 miliardi. E a ruota seguiranno anche gli altri programmi di finanziamenti direttamente gestiti da Bruxelles.

“Cosme”, ad esempio, punta ad aiutare le piccole e medie imprese a essere competitive, mentre “Life+” si rivolge a progetti ambientali. Poi ci sono i programmi legati al sociale, alla cultura, alla cittadinanza europea e al partenariato. Sono oltre 100 i miliardi di euro destinati ai Paesi dell’Unione Europea.

Le imprese hanno la necessità di acquisire tutte le informazioni operative e gli strumenti indispensabili per essere competitive. Di questo si è discusso nella sede Confindustria Sicilia, in occasione del seminario “Verso l’Europa 2020, la programmazione comunitaria e le opportunità per le imprese e le regioni”, organizzato dalla stessa Confindustria Sicilia, in collaborazione con Confindustria Bruxelles.

Un appuntamento organizzato nell’ambito degli Enterprise Europe Network Days italiani. “Nella nuova programmazione europea 2014-2020 – ha spiegato Giada Platania, responsabile di EEN in Confindustria Sicilia – viene rafforzato il ruolo chiave assegnato alla rete Enterprise per sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese. EEN rappresenta nel programma Cosme lo strumento dedicato per favorire l’accesso delle imprese ai mercati, mentre nell’ambito di Horizon 2020 la rete facilita l’utilizzo dello ‘Strumento per le pmi’ per realizzare il passaggio dalla ricerca all’innovazione di processo e di prodotto”. Opportunità che le piccole e medie imprese siciliane non possono perdere e per le quali, come hanno spiegato Gaia Della Rocca e Leonardo Pinna, delegati di Confindustria a Bruxelles, “non è necessario attendere i bandi. Bisogna farsi trovare già preparati, perché il rischio è quello di perdere il treno della crescita”.

“Stiamo attraversando un momento cruciale per la nostra economia – ha sottolineato il direttore di Confindustria Sicilia, Giovanni Catalano – perché, oltre alle risorse gestite direttamente da Bruxelles, ci sono anche i fondi strutturali 2014-2020. E la Sicilia non può permettersi di non sfruttare a pieno tutte le potenzialità dell’iniezione vitaminica di cui l’economia ha bisogno per riprendere tono. Tutto ciò necessita, però, di un disegno strategico e di capacità progettuale”.

In particolare, dei 31,8 miliardi destinati all’Italia (cui si dovrebbe sommare una quota di cofinanziamento di 24 miliardi), l’Isola si ritroverà a gestire una dote di circa 6 miliardi di euro, cui aggiungere sempre la quota di cofinanziamento. “Abbiamo quasi terminato la definizione del documento quadro tra Stato e Regioni – ha detto Massimo Sabatini, direttore di Confindustria Mezzogiorno – che deve stabilire le risorse e gli impegni di ciascuno dei contraenti. Entro i primi giorni di dicembre si dovrebbe chiudere l’accordo di partenariato. Sicuramente, a differenza degli altri anni, questo ciclo di programmazione deve fare i conti con gli effetti devastanti che ha avuto la crisi sui singoli territori. Motivo in più per riportare l’impresa al centro di questi interventi e destinare le risorse alla crescita economica”.

“La necessità – ha aggiunto Vincenzo Lotà del Dipartimento Programmazione della Regione siciliana – è quella di concentrare le risorse. Laddove ci sono dei distretti e delle nicchie di eccellenza, non possiamo più permetterci l’errore che i fondi vengano dispersi. Bisognerà mettere in moto iniziative per coinvolgere il partenariato socio-economico e tutti i beneficiari dei fondi europei. Stiamo anche stilando una nota al governo regionale che dovrà mettere a punto la governance di questa programmazione”.