Mercoledì, 30 Ottobre 2013 19:51

Formazione e educazione per guardare al futuro dell'Italia

C’è bisogno di una rivoluzione, di una strategia condivisa che comprenda come leve "fondamentali" la formazione e l’educazione, altrimenti per l’Italia non ci sarà futuro. In questi giorni l'OCSE ha pubblicato un rapporto sulle competenze, dal quale emerge come l’Italia sia ultima, tra 24 Paesi europei, per la capacità di comprensione di un testo. Un italiano su cinque (tra i 15 e i 65 anni) ha una capacità di lettura pari a quella di un bambino di 10 anni. Un dato catastrofico, che non ci può consentire di andare da nessuna parte. Nel nostro paese, si sprecano ancora troppi soldi per la formazione professionale, gestita dalle Regioni con il Fondo Sociale Europeo. La competitività di un Paese dipende fortemente dal capitale umano e oggi le competenze hanno bisogno di essere rinnovate in continuazione, perché il dato caratterizzante della nostra società è la rapida obsolescenza della conoscenza.
Se uno non si aggiorna con continuità è fuori dal Mercato del Lavoro. Per questo, per non lasciare l’Italia indietro, è necessaria una riforma radicale del sistema di istruzione e di formazione.


Le risorse dell'FSE non devono essere utilizzate per realizzare "professionisti della formazione" ma incidere sulle competenze e l’innovazione della cittadinanza, dei  lavoratori e delle imprese.
La formazione e l'educazione devono viaggiare di pari passi per ridare concreto slancio all'Italia, fornendo modelli culturali nuovi ed innovativi, guardando al futuro con ottimismo. Una nuova Italia, parte da noi stessi. Educatori e formatori insieme per la coesione sociale.