Lunedì, 01 Febbraio 2016 11:32

Gli stili comunicativi: assertivo, aggressivo, passivo

Il nostro modo di stare in relazione e di comunicare non è mai uguale, nei contesti e nelle relazioni: ognuno di noi ha un proprio modo di stare in relazione che difficilmente può essere spiegato attraverso delle categorie. Tuttavia, pur nella variabilità ed unicità dei nostri comportamenti, sembra che in ciascuno di noi ci sia una certa costanza sul modo di relazionarsi e di pensare a sé e all’altro. La letteratura ha individuato tre stili comunicativi: lo stile assertivo, lo stile aggressivo e lo stile passivo.

 

Alcuni autori (Anchisi, Gambotto Dessy, 1995) in realtà hanno distinto e descritto anche i comportamenti aggressivo-passivo, passivo-aggressivo, passivo-manipolativo. Nella classificazione più frequente tuttavia si fa riferimento a tre stili principali. Essa rappresenta un valido strumento per chiarire la responsabilità di ognuno di noi sull’esito delle nostre comunicazioni: per essere consapevoli di alcuni “automatismi” che ci caratterizzano e porre la nostra attenzione su ciò che può migliorare le nostre relazioni.

Stile Passivo

La caratteristica principale di questa modalità comunicativa è la difficoltà ad esprimere le proprie opinioni o i propri sentimenti. Chi ha uno stile passivo ritiene gli altri migliori di sé, teme il giudizio degli altri, fa fatica a rifiutare le richieste, tende a sottomettersi al volere altrui, fa fatica a proporre iniziative e a prendere decisioni: pertanto difficilmente riesce a soddisfare i propri bisogni e desideri. All’interno di una relazione o comunicazione l’obiettivo generale è evitare ogni possibile conflitto, ridurre l'ansia di esporsi, rimandare le decisioni e ottenere la benevolenza dell'interlocutore. È tuttavia possibile che l’iniziale simpatia suscitata da interlocutori con questo stile lasci il posto ad emozioni di noia, irritazione o antipatia. Chi ha uno stile passivo è caratterizzato da convinzioni quali “ le mie opinioni non contano”, “non serve a niente che io parli, tanto nessuno mi ascolta”, “gli altri sono più bravi di me”, “e se sbagliassi?”, “ho bisogno della loro approvazione”, “non mi accetteranno se…”. A partire da queste convinzioni i comportamenti che più frequentemente vengono messi in atto sono l’evitamento, il silenzio e una scarsa partecipazione alle attività mentre le emozioni sperimentate sono rabbia repressa, colpa, paura, tristezza, ansia e frustrazione. A lungo andare l’insieme di queste convinzioni, comportamenti ed emozioni può far si che l’individuo sperimenti un senso di solitudine e una progressiva perdita di autostima e del proprio senso di autoefficacia. E’ frequente che individui con questo stile comunicativo lamentino difficoltà nella gestione delle relazioni e un senso di insoddisfazione generale.

Stile Aggressivo

Il comportamento aggressivo è invece tipico di quando si tenta di soddisfare unicamente i propri bisogni prevaricando gli altri. Chi ha uno stile aggressivo ritiene di essere sempre nel giusto, addossa agli altri la responsabilità dei propri errori, è irremovibile e rigido rispetto alle proprie posizioni. L'obiettivo generale è quello di averla vinta a tutti i costi, di dominare l’altro e di rassicurarsi degradandolo. Le convinzioni di chi ha uno stile aggressivo sono: “La miglior difesa è l'attacco", "Solo mostrandosi forti si può vincere", Devi mostrarti forte altrimenti gli altri se ne approfittano”, “Chi fa da sé fa per tre", "Se non ti imponi subisci". Chi ha uno stile aggressivo è esageratamente competitivo, invade lo spazio altrui, genera nell’altro paura o aggressività e ostacola la trasmissione e la comprensione del messaggio che sta inviando. Le persone che hanno a che fare con un interlocutore aggressivo possono spesso sentirsi svalutate e non considerate. Sebbene a breve termine si abbia la sensazione di avere le cose sotto controllo e di ottenere ciò che si desidera, alla lunga tuttavia, un comportamento aggressivo può condurre ad una condizione di stress e di isolamento sociale nonché ad una sensazione di logoramento e stanchezza.

Lo Stile Assertivo

Il comportamento assertivo si esprime attraverso la capacità di utilizzare lo stile relazionale e la modalità di comunicazione più adeguati in base al contesto relazionale e all'obiettivo che si vuole raggiungere. Non esiste quindi una risposta assertiva definibile in modo assoluto: uno stesso comportamento (ad es: il silenzio) può essere considerato a seconda della situazione un comportamento passivo, aggressivo, oppure una risposta assertiva: dipende dallo scopo che il soggetto persegue, dal vissuto emotivo che prova, dalle regole culturali della relazione. Il comportamento assertivo può essere definito come un'onesta espressione dei propri bisogni, emozioni e opinioni adeguatamente alla situazione specifica in cui ci si trova senza che questo provochi senso di colpa o rabbia. L'assertività si esprime anche attraverso la comunicazione non verbale, mostrando interesse nell'ascoltare le persone con cui si parla, accompagnando ciò che dicono con l'espressione del viso, assumendo una postura di apertura verso l'altro ed avendo un tono di voce chiaro ed in linea con il messaggio che si sta inviando. L'obiettivo generale di uno stile assertivo è quello di migliorare le relazioni sociali, soprattutto in quei contesti in cui è frequente che le relazioni siano conflittuali e che le nostre esigenze e quelle altrui siano in contrasto. Possiamo definire un individuo assertivo colui che in un contesto con due o più persone: ha ben chiaro cosa desidera; agisce per ottenerlo; rispetta i diritti degli altri; non si sente in colpa; mantiene una buona opinione di sé anche nel caso gli sia difficile o impossibile raggiungere ciò che desidera. Tuttavia esistono alcune situazioni che possono mettere alla prova la nostra assertività e spingerci ad adottare uno stile passivo o aggressivo: per esempio presentare il proprio punto di vista o manifestare il proprio disaccordo; fare una richiesta o rifiutarla; formulare una critica costruttiva e riceverla; fare o ricevere dei complimenti; esprimere e gestire le proprie emozioni o un conflitto. Solo un adeguato monitoraggio dei propri punti di forza e delle aree da migliorare cosi come l’abilità di stabilire relazioni paritarie potrà farci adottare uno stile assertivo. L’assertività è quindi il frutto di una scelta che implica una capacità di comprensione e ascolto empatico verso gli altri, una capacità di raggiungere dei compromessi, di vivere le relazioni in modo aperto e disponibile e di accettare la possibilità di non piacere a tutti o che a volte un obiettivo possa non essere raggiungibile.

A cura della Dott.ssa Linda Intreccialagli: Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale e Segretario Aidas “Associazione italiana disturbi dell’Ansia Sociale”, lavora presso il Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva e presso lo Studio Clinico Ciampino, è docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitiva APC.

Fonte: "Assertività e training assertivo. Teoria e pratica per migliorare le capacità relazionali dei pazienti" A cura di Francesca Baggio, Franco Angeli 2013