Domenica, 03 Novembre 2013 19:58

I numeri del Ministero del Lavoro: allarme giovani, crisi e mercato del lavoro

Il Ministero del Lavoro ha varato le linee guida del piano italiano per la «Garanzia Giovani» che, come richiesto dall’Unione Europea, verrà varato entro fine 2013. Nel documento preparatorio, come premessa, traccia un bilancio dell’emergenza occupazione dall'inizio della crisi: «1,2 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007»; è allarme per i giovani, ed in particolare nel Mezzogiorno; si contrae la quota di occupati, «di quasi due punti percentuali» tra 2007 e 2012, ma non per la fascia 55-64enni, «unica componente della popolazione che ha visto incrementare il relativo tasso di occupazione», di «oltre sei punti percentuali».

«La quota di forza lavoro disoccupata - evidenzia il documento - è cresciuta di 4,6 punti percentuali, che si traduce in 2 milioni e 744 mila persone in cerca di lavoro, vale a dire 1,2 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007». È allarme per i giovani, «sicuramente la fascia di età maggiormente colpita», con una situazione «particolarmente grave» nel Mezzogiorno dove «il tasso di disoccupazione giovanile rasenta il 45% e quello di occupazione è bloccato al 13,2% (a fronte del 18,6% nazionale e del 32,8% della media europea)».

 

E «preoccupa, in particolare, il fenomeno dei 15-24enni non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet), stimabili in circa 1,27 milioni pari al 21% della popolazione di questa fascia di età, percentuale che supera il 30% in alcune delle più importanti regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia)».

Intanto il documento traccia un primo bilancio delle misure messe in campo a giugno con il “Decreto Lavoro”: gli incentivi all’assunzione di 18-29enni al 17 ottobre aveva «già coinvolto circa 12mila giovani e 5.300 datori di lavoro».

Le domande all’Inps, secondo una anticipazione del Corriere della Sera, a fine mese sono salite a quota 13.770: un avvio giudicato deludente negli ambienti sindacali. In questo scenario si inserisce l’azione che l’Italia intende mettere in campo per attuare la «Youth Guarantee» chiesta da una raccomandazione dell’Ue: l’obiettivo di non lasciare nessun under 25 per più di quattro mesi al di fuori di percorsi di studio, formazione o lavoro. Il documento varato dalla struttura di missione istituita presso il ministero è un primo passo, traccia le linee guida sulla base delle quali «nelle prossime settimane, e comunque entro il 31 dicembre 2013, verrà definito il Piano nazionale, da approvare in Conferenza Stato-Regioni e da presentare in sede europea». 

Il testo prevede che ci sarà «un organismo di governance strategico-politico unitario», e rinvia al piano finale la definizione di «tempi e modalità» per realizzare le «condizioni di sistema indispensabili» per la riuscita del progetto. Si punta, tra l’altro, a preparare i giovani all’ingresso nel mercato del lavoro, anche con un «colloquio specializzato, preparato da percorsi di costruzione del cv»; a rendere sistematiche le attività di orientamento anche con «supporti informatici ad alto valore aggiunto»; a varare interventi mirati per i Neet anche con «appositi partenariati» con imprese, istituzioni pubbliche e enti non-profit, e «percorsi verso l’occupazione anche incentivati» per far incontrare domanda e offerta di lavoro e promuovere «autoimpiego e autoimprenditorialità».