Giovedì, 24 Ottobre 2013 15:05

Il No Profit richiede a gran voce una legge che regolamenti il "5 x 1000"

Le principali associazioni ed organizzazioni del Terzo Settore (ActionAid, Airc - Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, Aism– Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Amnesty International, Amref, Associazione Italiana Celiachia, Cesvi, Emergency, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Telethon, Greenpeace, Lega del Filo d'Oro, Medici senza Frontiere, Save the Children, Terre des Hommes, Unicef, World Vision, Wwf) chiedono con forza, in relazione al "5 x 1000" l'innalzamento del tetto a 500 milioni ed un decreto di legge che stabilizzi e normalizzi questo strumento.

Tutti i rappresentanti del settore No Profit operanti in Italia, richiedono fin da subito di provvedere ad un innalzamento del tetto massimo ad almeno 500 milioni di euro per il 2014, in modo da dare una risposta ai 17 milioni di contribuenti italiani che hanno deciso di supportare il mondo del Terzo Settore – e con esso, l'ambiente, la sanità, l'infanzia, la ricerca scientifica - attraverso la donazione del proprio "5 x 1000".

L'attuale limite appare a dir poco inadeguato, se a titolo esemplificativo si pensa che, con un tetto a 400 milioni di euro, con l'ultima assegnazione del "5 x 1000", iniziative sociali NO Profit destinatarie di fatto hanno perso ben 92 milioni di euro rispetto alle intenzioni dei contribuenti.

Secondo i rappresentanti del Terzo Settore è anche necessario formulare una proposta normativa che regolamenti il "5 x 1000" in maniera definitiva.

Difatti, essendo sottoposto annualmente al controllo dell'Esecutivo per la sua introduzione nel "DDL Stabilità", al fine di definire soprattutto il tetto massimo di stanziamenti ad esso destinati, a distanza di anni dalla sua introduzione, il "5 x 1000" rimane tuttora una misura provvisoria ed indefinita.

Diviene prioritario, quindi definire criteri di base per la regolamentazione di questo importante strumento, non influenzati da ragioni di contingenza economico-finanziaria. Gli esponenti del No Profit si dicono pronti contribuire per un processo partecipato e risolutivo che porti a una regolamentazione strutturale e definitiva.