Mercoledì, 04 Maggio 2016 10:47

Regione Lazio: al via il percorso di partecipazione per la scrittura del nuovo Piano sociale regionale

L’impegno della Regione Lazio al fianco dei più deboli prosegue e si rafforza anche grazie alla collaborazione di Comuni, operatori dei servizi pubblici, terzo settore, associazioni, cittadini.

Uno strumento di programmazione in grado di coniugare esperienze ed azioni positive in atto con esigenze di innovazione nel campo degli interventi e delle politiche sociali. L’elaborazione del piano dovrà avvenire attraverso un percorso ad alto grado di partecipazione e trasparenza, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali in grado di dare il proprio contributo.

Dopo 16 anni di attesa la nuova legge sulle politiche sociali che recepisce la legge 328 del 2000. Presto la legge potrà essere approvata dalla commissione per passare poi al voto definitivo del Consiglio. Parallelamente è stato avviato il percorso di ascolto per la redazione del piano sociale regionale come strumento operativo per coordinare le diverse politiche e dare sistematicità agli investimenti.

Quasi 200mln in tre anni e quasi 500 progetti finanziati. In questi anni la Regione ha sostenuto una serie di importanti investimenti e promosso diverse azioni: 20 milioni per i bandi contro la povertà e per l’inclusione; 5 milioni per i servizi anti-violenza.


L’impegno futuro della Regione Lazio:

Il pacchetto famiglia: 64 milioni da qui al 2020. Con il pacchetto famiglia prosegue il piano nidi: da qui a settembre saranno inaugurati 22 nuovi asili nido in 22 diversi comuni del Lazio, per un totale di oltre 700 posti in più. Alla fine del 2020 i posti in più saranno 10mila, grazie a un totale di 55 milioni di investimento.

Il piano per la non autosufficienza e per i servizi per gli anziani, 60 milioni coi fondi Ue destinati all’aumento delle ore di assistenza domiciliare e allo sviluppo della rete dei centri diurni.

Il contrasto alla povertà. 30 milioni tra fondi Ue e risorse regionali per servizi innovativi contro la povertà che si sommano ai 30 milioni di fondi statali destinati al Lazio per l’estensione del Sia, la sperimentazione del sostegno di inclusione attiva approvata dal governo.

“Siamo ai nastri di partenza di un percorso di partecipazione. Qui ci sono le radici di un nuovo modello di società – lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: sul welfare stiamo cambiando tutto e cambieremo ancora di più. Questa Regione ha il triste primato di non avere una legge regionale che recepisce la 328 del 2000. Da diciassette anni manca il Piano regionale sul sociale e oggi parte la più straordinaria fase di ascolto e di concertazione di tutto il mondo del sociale per arrivare a ottobre alla chiusura e alla stesura di questo Piano. A novembre poi faremo gli Stati generali del welfare che saranno l'organizzazione di un processo con decine di migliaia di cittadini per cambiare tutto"- ha detto ancora Zingaretti.

“Con il Piano ci diamo un obiettivo: trovare risposte integrate alla domanda di diritti e di inclusione sociale che viene dalle persone che vivono nei diversi territori della Regione. Lo faremo con strumenti e metodologie nuove da tradurre in politiche sociali innovative- è il commento di Rita Visini, assessore alle politiche sociali, sport e sicurezza, che ha aggiunto: per questo vogliamo che il Piano nasca da un processo aperto di ascolto vero, perché le politiche sociali non sono una materia solo per addetti ai lavori, ma sono vita quotidiana di tutti noi”.

“Voglio ringraziare il presidente Zingaretti per aver scelto questo luogo, simbolo e fiore all'occhiello di Roma, dove papa Francesco a dicembre ha aperto la Porta Santa – parole del Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas Diocesana di Roma, che ha aggiunto: qui vengono distribuiti 500-600 pasti ogni sera, dormono circa 200 persone e c'è un centro d'ascolto. Il fatto che Zingaretti abbia scelto questo luogo per lanciare il piano sociale credo sia una cosa molto bella. Questo piano sociale da molti anni non era stato portato avanti ma credo sia necessario, soprattutto perché, come riporta l'articolo 3 della Costituzione, è importante mettere l'uomo al centro, con i suoi bisogni, le sue necessità e le povertà che cambiano”- ha detto ancora Feroci.

Fonte Regione Lazio