Giovedì, 19 Giugno 2014 00:00

Start up: tutte le agevolazioni fiscali della circolare dell'Agenzia delle Entrate 16/E

E’ stata pubblicata lo scorso 11 giugno la circolare n. 16/E dell’Agenzia delle Entrate sulle “Agevolazioni fiscali in favore delle start up innovative e degli incubatori certificati”.Il documento analizza in maniera dettagliata la normativa in materia e fornisce chiarimenti sulla tipologia delle start up, introdotte dal Decreto Legge n.179 del 18 ottobre 2012 e convertito con modificazioni dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012.

Il “decreto crescita-bis” del 2012 aveva introdotto le disposizioni riguardanti la nascita e lo sviluppo delle start up innovative. L’obiettivo principale era la creazione di terreno fertile per la nascita delle start up ma allo stesso tempo per una maggiore definizione dei riferimenti legislativi in questo campo.

Al comma 5 dell’articolo 25 del decreto legge n. 179 del 2012 si parla delle agevolazioni fiscali. Di seguito all’articolo 26 altre interessanti novità: l’esclusione delle startup innovative dalla disciplina delle società di comodo ma anche l’esonero del versamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria per l’iscrizione al registro delle imprese. Con l’articolo 27 si dispone invece l’esenzione ai fini fiscali e contributivi del reddito di lavoro sotto forma di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi corrisposto dalle stesse startup ad amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi.
L’articolo 27 bis prevede poi agevolazioni per l’assunzione di personale qualificato. Un’altro punto prioritario è che con l’articolo 29 si favoriscono invece gli investimenti in startup innovative grazie ad agevolazioni fiscali consistenti.Viene quindi introdotto un regime agevolativo per chi investe nelle startup innovative.

Definizione di "startup innovativa"

 

L’articolo 25 (comma 2) del decreto legge 179 del 2012 definisce la startup innovativa una società di capitali (che può essere costituita anche in forma cooperativa) residente in Italia oppure in uno degli Stati membri dell’Unione Europea ma che opera in Italia tramite una stabile struttura organizzativa.

Le startup devono rispondere anche ad alcuni particolari requisiti:

-Devono essere costituite da non più di 48 mesi.
-L’attività deve comprendere prodotti e servizi innovativi e ad alto valore tecnologico.
-Il valore della produzione annua nel secondo anno di attività non deve essere superiore a 5 milioni di euro.
-Non devono aver distribuito utili dall’anno della loro costituzione e non devono farlo per tutta la durata del regime agevolativo.
-Devono avere la sede principale della loro attività in Italia.
-Non devono essere nate da operazioni di scissione, fusione, cessione di azienda o del ramo d’azienda.

Oltre a quelli formali le startup devono inoltre avere almeno uno di questi requisiti “alternativi”:

- Sostenere spese in ricerca e sviluppo (prototipazione e sviluppo del business plan, servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, personale interno e consulenti, spese per la protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso).

- Impiegare come dipendenti e collaboratori, personale in possesso di laurea magistrale o dottorato di ricerca oppure che svolga da almeno tre anni attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca 
- Essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, ad una topografia di prodotto a semiconduttori o ad una nuova varietà vegetale.

Nel regime agevolato vengono incluse anche le startup a vocazione sociale ovvero quelle che operano nei settori assistenza sociale, sanitaria, educazione, istruzione, formazione, tutela dell’ambiente, valorizzazione del patrimonio culturale, turismo sociale, formazione universitaria e post universitaria e servizi culturali.

Gli incentivi fiscali per le startup

L’articolo 27 del decreto legge n.179 del 2012 prevede agevolazioni fiscali e contributive dirette a remunerare prestazioni lavorative e consulenze qualificate.

In particolare le misure previste sono finalizzate a:

- Incentivare e fidelizzare i lavoratori dipendenti, i collaboratori e gli amministratori delle start-up innovative e degli incubatori certificati.
- Favorire l’acquisizione di opere o servizi qualificati da parte delle start-up innovative e degli incubatori certificati.

Il decreto legge individua poi in maniera precisa i beneficiari delle agevolazioni ovvero gli amministratori, i lavoratori legati da un rapporto di lavoro dipendente e i collaboratori continuativi. Ma i vantaggi si presentano anche per chi investe del capitale in una o più startup innovative. Infatti le società che favoriscono la crescita delle startup possono godere di un’abbattimento del proprio carico fiscale.