Giovedì, 02 Novembre 2017 12:44

Soft skill; uno dei pilastri delle competenze

Le soft skill “capacità o abilità” sono uno dei quattro pilastri delle competenze. Le competenze possono essere definite come un insieme di caratteristiche personali innate e acquisite, atteggiamenti, conoscenze ed abilità che consentono una prestazione lavorativa di alta qualità.

I quattro pilastri sono:

  • Caratteristiche personali: rappresentano le qualità di un individuo (fisiche e mentali) e i suoi talenti, che variano da persona a persona. L’acquisizione di conoscenze, nuove capacità e nuovi atteggiamenti comportamentali possono rafforzarle.

  • Atteggiamenti: sono una predisposizione stabile e a lunga durata di risposta a stimoli interni ed esterni. Si fondano sulle convinzioni personali (aspetto cognitivo), sulle sensazioni ed emozioni (aspetto emozionale) e sulle intenzioni e motivazioni (aspetto conativo).

  • Conoscenza: è l’insieme di informazioni acquisite da un individuo tramite l’apprendimento e l’esperienza (lavorativa e personale). E’ influenzata dal contesto e dalla cultura del gruppo di appartenenza. Si divide in conoscenza dichiarativa (know-that) e procedurale (know-how).

  • Capacità o Abilità (skill): rappresentano l’abilità di agire a livello cognitivo e a livello pratico, sono di fatto saperi in uso e possono essere considerate il risultato di apprendimenti, conoscenze, atteggiamenti ed esperienze. Rappresentano una modalità di comportamento acquisito che è influenzato da fattori motivazionali interni ed esterni e che può essere legato a talenti innati e caratteristiche della persona.

Cosa intendiamo per Soft Skill? 

Le Soft Skill (secondo l’Agenzia Europea per lo Sviluppo della Formazione Professionale “Cedefop”)  sono un insieme di abilità e saperi non tecnici che sostengono una partecipazione efficace sul lavoro. Non sono specifiche rispetto al tipo di lavoro e sono fortemente connesse alle qualità e agli atteggiamenti personali (fiducia, disciplina, autogestione…), alle abilità sociali (comunicazione, lavoro in gruppo, gestione delle emozioni…) e gestionali (gestione del tempo, risoluzione di problemi, pensiero critico…). Per la loro intangibilità, alcune di queste capacità sono difficili da quantificare, riconoscere, valutare e sviluppare.

Esistono  skill specifiche (che si acquisiscono in un ambito/compito o settore/azienda specifico) e skill generali (che si acquisiscono genericamente sul mercato del lavoro o nella vita privata), ma  più comunemente si parla di Hard e Soft Skill.

  • Le Hard Skill sono strettamente specifiche a una tipologia di lavoro, fortemente connesse alla conoscenza acquisita nel percorso educativo, facilmente osservabili, misurabili, il che rende più semplice apprenderle. Costituiscono il nucleo dei requisiti professionali di una data posizione lavorativa. Il loro possesso è validato, e quindi dimostrabile, da certificati e diplomi.

  • Le Soft Skill non sono correlate specificatamente ad un lavoro; sono strettamente connesse agli atteggiamenti personali che sono intangibili. Ciò le rende più difficili da quantificare, misurare e sviluppare. 

La distinzione tra Hard e Soft Skill non è sempre così facile perchè la percezione di un’abilità varia da contesto a contesto: un’abilità può essere considerata soft in un certo ambito lavorativo, ma hard in un altro.

Poiché non c’è un consenso globale sulla terminologia da impiegare per indicare tali skill, esiste un’ampia varietà di termini che spesso vengono utilizzati come sinonimi di Soft Skill, quali:

General Skills (abilità generali), Essential Skills (abilità essenziali), Life Skills (abilità di vita), People Skills, Key Skills/Competence (abilità/competenze chiave), Employability Skills (abilità di occupabilità), Core Skills o Basic Skills (abilità di base), Transversal Skills (abilità trasversali).

Perché le Soft Skill sono importanti nel mondo del lavoro?

In ambito UE già nel 2008 si evidenziò che le organizzazioni moderne sembravano attribuire più valore alle Soft Skill che in passato (ad esempio lavoro di squadra, comunicazione interpersonale, spirito d’iniziativa, creatività, spirito imprenditoriale, leadership, capacità di presentazione, capacità di imparare). Una ricerca nordamericana condotta nel 2014 tra oltre 2000 aziende ha rilevato che il 77% degli imprenditori ritiene che le Soft Skill sono altrettanto importanti quanto le Hard Skill, mentre un 16% le ritiene più importanti in fase di valutazione di un candidato.

Oggi la globalizzazione, gli uffici virtuali, la tecnologia e la crescente diversità della società (di età, genere, istruzione, etnia ...) richiedono sempre più la padronanza di competenze trasversali nei luoghi di lavoro. Tale necessità è sentita non solo più dalle società globali agguerrite nella ricerca dei talenti, ma anche dalle PMI che diventano man mano più consapevoli che il loro successo e la loro competitività sono guidati da un giusto mix di competenze hard e soft: sicuramente competenze tecniche e qualifiche professionali sono importanti, ma la conversione di abilità e saperi in risultato economico richiede competenze orizzontali quali il problem solving, la motivazione, la flessibilità e il lavoro di gruppo.

Perché le Soft Skill sono così importanti per mantenere alto il livello di occupabilità delle persone?

Perché sono le capacità che un individuo utilizza per interagire con l’ambiente sociale e fisico, gestendo informazioni e interpretando dati. Le imprese cercano risorse umane che non svolgano semplicemente il compito loro assegnato, ma che lo svolgano meglio di altri. In un certo senso le Soft Skill rappresentano lo stile lavorativo di una persona (il modo in cui svolge i compiti e il ruolo assegnati). E’ lo stile personale che rende unica ogni persona, a prescindere dalle conoscenze e qualifiche che possiede (Hard Skill).

Le Soft Skill non si apprendono sui libri, anche se possono essere acquisite nel corso di un percorso educativo e formativo di qualità e sicuramente si acquisiscono nel corso dell’esperienza di vita personale e lavorativa. Spesso imprenditori e reclutatori lamentano, in capo ai soggetti intervistati durante il colloquio di lavoro, la mancanza di tali capacità (o l’incapacità di renderle manifeste). D’altronde chi affronta un colloquio di selezione può essere portato a enfatizzare il percorso scolastico-formativo e le Hard Skill consolidate nei precedenti ruoli lavorativi sottovalutando il valore aggiunto che le proprie Soft Skill possano avere nell’ottenere il posto a cui si concorre. 

Di seguito 21 Soft Skill, raggruppate in 3 macro-aree.

21skill

 
Fonte: Ceipiemonte Scpa