Pubblicato originariamente il 14 marzo 2016 · Aggiornato il 24 luglio 2026
Nota di aggiornamento: l’articolo è stato rivisto e ampliato alla luce della Raccomandazione europea sulle competenze chiave e dei più recenti sviluppi relativi alle competenze digitali.
Le competenze chiave per l’apprendimento permanente sono le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti di cui ogni persona ha bisogno per continuare a imparare, partecipare alla società, affrontare i cambiamenti e sviluppare il proprio percorso personale e professionale.
La Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018 individua otto competenze chiave. Non sono ordinate gerarchicamente: tutte sono considerate importanti e strettamente collegate tra loro.
Il testo ufficiale della Raccomandazione è disponibile su EUR-Lex:
Il quadro europeo riguarda gli studenti, ma anche gli adulti, i lavoratori e chiunque attraversi una fase di aggiornamento, riqualificazione o cambiamento professionale.
Cosa sono le competenze chiave
Secondo il quadro europeo, una competenza nasce dall’integrazione di tre elementi:
- le conoscenze, cioè fatti, concetti, idee e teorie che permettono di comprendere un determinato ambito;
- le abilità, intese come capacità di utilizzare le conoscenze per svolgere attività e ottenere risultati;
- gli atteggiamenti, cioè la disposizione ad agire o reagire davanti a idee, persone e situazioni.
Possedere una conoscenza non significa automaticamente essere competenti. La competenza emerge quando una persona riesce a utilizzare ciò che sa in una situazione concreta, adattandosi al contesto, prendendo decisioni e valutando i risultati delle proprie azioni.
Un approfondimento utile è il documento di INAPP dedicato alle competenze chiave e alle Skills for Life, che ricostruisce il quadro europeo e analizza il rapporto tra conoscenze, abilità e atteggiamenti:
Le competenze chiave si sviluppano durante tutta la vita attraverso l’apprendimento formale, non formale e informale: a scuola, nella formazione professionale, all’università, sul lavoro, in famiglia, nel volontariato e nelle esperienze quotidiane.
Quali sono le 8 competenze chiave europee
| Competenza | A cosa serve |
|---|---|
| Competenza alfabetica funzionale | Comprendere, interpretare e comunicare informazioni |
| Competenza multilinguistica | Utilizzare più lingue e interagire tra culture diverse |
| Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria | Analizzare problemi e comprendere fenomeni e soluzioni tecniche |
| Competenza digitale | Utilizzare le tecnologie in modo consapevole, critico e responsabile |
| Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare | Gestire l’apprendimento, collaborare e affrontare il cambiamento |
| Competenza in materia di cittadinanza | Partecipare responsabilmente alla vita sociale e democratica |
| Competenza imprenditoriale | Trasformare idee e opportunità in valore |
| Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali | Comprendere e valorizzare identità, culture e forme espressive |
1. Competenza alfabetica funzionale
La competenza alfabetica funzionale è la capacità di comprendere, interpretare, esprimere e creare concetti, opinioni, sentimenti e informazioni.
Non riguarda soltanto la lettura e la scrittura. Comprende anche la capacità di:
- distinguere informazioni rilevanti e secondarie;
- comprendere testi complessi;
- esprimersi con chiarezza;
- adattare il linguaggio al destinatario;
- utilizzare contenuti scritti, visivi, sonori e digitali;
- valutare l’affidabilità di una comunicazione.
Questa competenza è alla base degli altri apprendimenti. Senza una buona capacità di comprensione e comunicazione diventa più difficile studiare, lavorare, partecipare alla vita sociale e orientarsi nell’ambiente informativo.
2. Competenza multilinguistica
La competenza multilinguistica riguarda la capacità di utilizzare lingue diverse in maniera appropriata rispetto al contesto.
Comprende la comunicazione orale e scritta, la comprensione, la capacità di mediazione e la disponibilità al dialogo interculturale.
Conoscere più lingue permette di accedere a informazioni, esperienze formative e opportunità professionali differenti. Consente inoltre di comprendere meglio altri punti di vista e di interagire in ambienti internazionali.
Nella formazione professionale questa competenza può assumere una dimensione molto concreta: comprendere istruzioni tecniche, comunicare con clienti e colleghi, utilizzare terminologie specialistiche oppure partecipare a esperienze di mobilità internazionale.
3. Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria
La competenza matematica consiste nella capacità di utilizzare il pensiero matematico per affrontare problemi presenti nella vita quotidiana e professionale.
Non significa soltanto eseguire calcoli. Comprende la capacità di:
- riconoscere relazioni;
- interpretare dati;
- utilizzare rappresentazioni e modelli;
- formulare ipotesi;
- verificare risultati;
- motivare logicamente una conclusione.
Le competenze scientifiche permettono di osservare e spiegare i fenomeni attraverso conoscenze, sperimentazione e dati verificabili. Le competenze tecnologiche e ingegneristiche applicano queste conoscenze alla progettazione di soluzioni, processi e prodotti.
Sono competenze centrali nella formazione tecnica e professionale, ma riguardano anche la capacità di comprendere l’impatto delle tecnologie, dell’innovazione e delle decisioni umane sull’ambiente e sulla società.
4. Competenza digitale
La competenza digitale è l’uso consapevole, critico e responsabile delle tecnologie per apprendere, lavorare e partecipare alla società.
Comprende:
- ricerca e valutazione delle informazioni;
- gestione di dati e contenuti;
- comunicazione e collaborazione online;
- creazione di contenuti digitali;
- sicurezza e protezione dei dati;
- risoluzione dei problemi;
- comprensione delle opportunità e dei rischi tecnologici.
La pubblicazione di DigComp 3.0, avvenuta nel novembre 2025, ha aggiornato il quadro europeo della competenza digitale. La nuova versione integra trasversalmente l’Intelligenza Artificiale e dedica particolare attenzione a cybersecurity, diritti digitali, benessere online, sostenibilità, disinformazione e responsabilità nell’uso delle tecnologie.
Il quadro completo DigComp 3.0 è consultabile sul sito del Joint Research Centre della Commissione europea.
Essere digitalmente competenti non significa soltanto saper utilizzare un dispositivo o un programma. Significa comprendere come funzionano gli ambienti digitali, verificarne i contenuti e compiere scelte informate ed eticamente responsabili.
Su Diario della Formazione abbiamo approfondito il rapporto tra competenza digitale, Intelligenza Artificiale e formazione nell’articolo dedicato all’AI literacy:
5. Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
Questa competenza riunisce la dimensione personale, quella relazionale e la capacità di gestire il proprio apprendimento.
Comprende:
- consapevolezza delle proprie risorse;
- organizzazione del tempo;
- capacità di definire obiettivi;
- perseveranza;
- gestione delle difficoltà;
- collaborazione;
- comunicazione;
- ricerca e utilizzo del feedback;
- disponibilità a continuare ad apprendere.
Imparare a imparare significa riconoscere ciò che si conosce, individuare ciò che manca e scegliere strategie adatte per acquisire nuove conoscenze e competenze.
Il quadro europeo LifeComp approfondisce questa area attraverso nove competenze organizzate intorno a tre dimensioni: personale, sociale e apprendimento. Tra gli elementi considerati troviamo autoregolazione, flessibilità, benessere, empatia, comunicazione, collaborazione, mentalità orientata alla crescita, pensiero critico e gestione dell’apprendimento.
La descrizione ufficiale di LifeComp è disponibile sul sito del Joint Research Centre:
Questa competenza è particolarmente importante in un mercato del lavoro nel quale ruoli, tecnologie e organizzazioni cambiano rapidamente.
Il tema è collegato anche alla Learning Agility, cioè alla capacità di apprendere dalle esperienze e adattare rapidamente conoscenze e comportamenti:
6. Competenza in materia di cittadinanza
La competenza in materia di cittadinanza permette di partecipare in modo responsabile alla vita sociale, civile e democratica.
Richiede la conoscenza di concetti e fenomeni politici, economici, sociali, ambientali e culturali, ma anche la capacità di:
- comprendere diritti e doveri;
- confrontarsi con opinioni differenti;
- riconoscere discriminazioni e disuguaglianze;
- partecipare alle decisioni collettive;
- valutare criticamente le informazioni;
- contribuire alla sostenibilità e al bene comune.
In una società attraversata da trasformazioni tecnologiche e ambientali, la cittadinanza comprende anche la partecipazione consapevole agli spazi digitali.
Il quadro europeo GreenComp integra questa prospettiva, offrendo a studenti, educatori e organizzazioni un riferimento comune per lo sviluppo delle competenze legate alla sostenibilità:
7. Competenza imprenditoriale
La competenza imprenditoriale è la capacità di trasformare idee e opportunità in valore per altre persone.
Il valore prodotto può essere economico, sociale, culturale o ambientale. Questa competenza non riguarda quindi soltanto chi vuole avviare un’impresa.
Essere imprenditoriali significa saper:
- riconoscere un bisogno o un’opportunità;
- generare idee;
- valutare risorse e vincoli;
- assumere decisioni;
- pianificare attività;
- collaborare;
- affrontare l’incertezza;
- imparare dagli errori;
- portare un progetto verso un risultato.
Il quadro europeo EntreComp organizza la competenza imprenditoriale in tre aree: idee e opportunità, risorse ed entrata in azione.
Il quadro e i relativi materiali di approfondimento sono disponibili sul sito del Joint Research Centre:
Nella scuola e nella formazione professionale questa competenza può essere sviluppata attraverso project work, simulazioni d’impresa, attività di problem solving, iniziative di innovazione sociale e progetti legati ai bisogni del territorio.
8. Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali
Questa competenza riguarda la comprensione e l’espressione di idee, esperienze ed emozioni attraverso differenti linguaggi e forme culturali.
Comprende letteratura, musica, arti visive, spettacolo, patrimonio, design e nuovi linguaggi digitali.
Significa anche:
- conoscere la propria identità culturale;
- rispettare la diversità;
- comprendere il valore del patrimonio;
- riconoscere culture e forme espressive differenti;
- utilizzare la creatività per comunicare idee ed esperienze.
La consapevolezza culturale aiuta le persone a interpretare la realtà, sviluppare creatività e partecipare alla vita sociale con maggiore apertura.
Cosa è cambiato rispetto al quadro europeo del 2006
L’articolo originario sulle competenze chiave faceva riferimento alla Raccomandazione europea del 2006, consultabile su EUR-Lex:
La Raccomandazione del 2018 ha mantenuto otto competenze, aggiornandone denominazioni e contenuti. Il testo aggiornato è disponibile qui.
Tra i cambiamenti principali:
- la “comunicazione nella madrelingua” è diventata competenza alfabetica funzionale;
- la “comunicazione nelle lingue straniere” è diventata competenza multilinguistica;
- l’area scientifica comprende esplicitamente anche l’ingegneria;
- “imparare a imparare” è stata integrata con le competenze personali e sociali;
- le competenze sociali e civiche sono confluite nella competenza in materia di cittadinanza;
- il senso di iniziativa è stato ridefinito come competenza imprenditoriale;
- la competenza digitale è stata ampliata rispetto al semplice utilizzo degli strumenti.
L’aggiornamento riflette una realtà nella quale apprendimento, lavoro, cittadinanza e tecnologie sono sempre più interconnessi.
Competenze chiave e competenze trasversali
Le otto competenze chiave non coincidono con un elenco separato di soft skill. Comprendono e integrano numerose capacità trasversali.
La Raccomandazione europea richiama, tra le altre:
- pensiero critico;
- risoluzione dei problemi;
- creatività;
- lavoro di squadra;
- comunicazione;
- negoziazione;
- capacità analitiche;
- competenze interculturali.
Queste capacità possono intervenire contemporaneamente in più competenze. Un project work, per esempio, può sviluppare competenza alfabetica, digitale, personale, imprenditoriale e di cittadinanza.
Come sviluppare le competenze chiave
Le competenze chiave non si sviluppano soltanto attraverso lo studio teorico. Richiedono situazioni nelle quali le persone possano utilizzare conoscenze e abilità per raggiungere un risultato.
Alcune attività particolarmente utili sono:
- laboratori;
- project work;
- compiti di realtà;
- simulazioni;
- esperienze di mobilità;
- cooperative learning;
- volontariato;
- tirocini e apprendistato;
- attività culturali;
- formazione sul lavoro.
Anche la valutazione deve osservare la capacità di applicare ciò che si è appreso. Alle prove tradizionali possono quindi essere affiancati prodotti, presentazioni, portfolio, osservazioni, rubriche valutative e momenti di autovalutazione.
Perché riguardano anche gli adulti
L’apprendimento permanente accompagna l’intero arco della vita. Le competenze acquisite durante la scuola non rimangono immutate: devono essere utilizzate, aggiornate e, in alcuni casi, ricostruite.
Per gli adulti questo può avvenire attraverso:
- formazione continua;
- reskilling e upskilling;
- esperienze professionali;
- orientamento;
- partecipazione sociale;
- apprendimento informale;
- riconoscimento e validazione delle competenze già possedute.
Il tema del reskilling e dell’upskilling è approfondito in questo articolo di Diario della Formazione
Le competenze chiave costituiscono quindi una base comune per affrontare cambiamenti professionali, tecnologici e sociali senza separare crescita personale, occupabilità e partecipazione alla comunità.
Domande frequenti
Quali sono le otto competenze chiave europee?
Sono: competenza alfabetica funzionale; competenza multilinguistica; competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria; competenza digitale; competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare; competenza in materia di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
Quando sono state definite le competenze chiave?
Un primo quadro europeo è stato adottato nel 2006. La classificazione attualmente utilizzata deriva dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018.
Le competenze chiave riguardano soltanto la scuola?
No. Riguardano tutte le persone e possono essere sviluppate durante l’intero arco della vita attraverso istruzione, formazione, lavoro ed esperienze formali, non formali e informali.
Qual è la differenza tra conoscenza, abilità e competenza?
La conoscenza riguarda ciò che una persona sa. L’abilità è la capacità di utilizzare una conoscenza per svolgere un’attività. La competenza combina conoscenze, abilità e atteggiamenti per affrontare efficacemente una situazione concreta.
Che cosa comprende oggi la competenza digitale?
Comprende ricerca e valutazione delle informazioni, comunicazione, collaborazione, creazione di contenuti, sicurezza, benessere digitale, cybersecurity, pensiero critico e uso responsabile delle tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale.
A cura della Redazione di Diario della Formazione












