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Career adaptability. Una donna con un quaderno nel cortile di un edificio formativo.

Career adaptability: affrontare le transizioni di lavoro

La career adaptability, o adattabilità di carriera, è l’insieme delle risorse che aiutano una persona a prepararsi e ad affrontare passaggi, cambiamenti e difficoltà nel proprio percorso lavorativo. Per chi fa orientamento, offre una domanda concreta: quali risorse può mobilitare questa persona per prendere la prossima decisione, dentro le condizioni in cui vive?

Il tema riguarda chi cerca il primo impiego, chi rientra dopo un’interruzione e chi sta valutando un cambiamento. Il risultato desiderabile può essere anche restare, negoziare condizioni diverse o rinviare una scelta dopo aver raccolto informazioni migliori. Prepararsi a cambiare comprende la possibilità di scegliere quando farlo.

Quattro risorse per preparare una scelta

Nel lavoro di Mark Savickas ed Erik Porfeli del 2012, le risorse dell’adattabilità di carriera sono articolate in concern, control, curiosity e confidence. Le espressioni inglesi richiedono qualche precisazione per essere utilizzate senza equivoci.

Prospettiva sul futuro e capacità di scelta

Concern indica attenzione e preparazione verso il futuro professionale: considerare ciò che verrà e cominciare a pensarci. Control riguarda il ruolo attivo della persona nelle proprie scelte, con responsabilità e intenzionalità. Non significa poter controllare il mercato, le decisioni aziendali o ogni evento della vita.

Esplorazione e fiducia nelle proprie possibilità

Curiosity è l’esplorazione di possibilità, ruoli e contesti. Confidence riguarda la fiducia di poter affrontare compiti e problemi necessari al proprio percorso. Sono risorse distinte dalle azioni effettivamente compiute e dai risultati raggiunti: sentirsi pronti, cercare informazioni e ottenere un nuovo ruolo sono passaggi differenti.

Per un servizio, usare la career adaptability significa quindi osservare dove il percorso si arresta. Una persona può avere un obiettivo preciso ma poche informazioni; un’altra può conoscere molte alternative senza riuscire a circoscrivere la decisione. Proporre a entrambe lo stesso corso rischia di lasciare intatta la difficoltà iniziale.

Che cosa sostiene la ricerca e che cosa resta da verificare

La meta-analisi di Rudolph, Lavigne e Zacher, pubblicata nel 2017, ha esaminato 90 studi. Riporta associazioni fra queste risorse e variabili come pianificazione, esplorazione professionale, soddisfazione di carriera e occupabilità percepita.

Un’associazione non dimostra che una singola attività produca un’assunzione. La sintesi aiuta a inquadrare il costrutto; non autorizza a promettere risultati occupazionali a chi completa una scheda o un laboratorio. Un ente dovrebbe rendere espliciti obiettivi, attività e limiti del proprio intervento.

Per esempio, “al termine avrai individuato quali informazioni mancano per confrontare due percorsi” è un risultato verificabile del lavoro di orientamento. “Diventerai più occupabile” è una promessa troppo ampia se non vengono definiti criteri, contesto e tempi.

Tre strumenti utili, con funzioni diverse

Il bilancio delle competenze ricostruisce esperienze e risorse personali per sostenere un progetto. L’adattabilità di carriera offre invece una prospettiva su come affrontare i passaggi professionali. Le due dimensioni possono incontrarsi nello stesso percorso, mantenendo obiettivi riconoscibili.

Per esplorare una possibilità, il colloquio informativo con un professionista permette di interrogare le condizioni reali di un mestiere. Una conversazione mirata può chiarire un dubbio su attività quotidiane, orari o requisiti di accesso.

Per documentare ciò che si sa fare, il portfolio delle competenze con prove selezionate aiuta a collegare affermazioni ed esperienze. La domanda diventa: quale episodio o prodotto sostiene questa capacità, e in quali condizioni è stata esercitata?

Una scheda DdF per lavorare sulla career adaptability

La proposta seguente è un modello editoriale per il colloquio, da adattare al servizio e alla persona. Non è un test psicometrico, non riproduce la scala CAAS e non produce una diagnosi. Si compila su una decisione circoscritta, usando parole comprensibili a chi partecipa.

Campo Che cosa annotare
Decisione La scelta da preparare e il tempo disponibile.
Informazioni Ciò che sappiamo e il dubbio ancora decisivo.
Risorse Esperienze, contatti e capacità già utilizzabili.
Vincoli Condizioni da rispettare e sostegni necessari.
Verifica Un’azione fattibile, con responsabilità e data concordate.
Riesame Che cosa è cambiato e quale decisione diventa possibile.

Il valore della scheda sta nel riesame. Scrivere “informarsi sui corsi” lascia il compito aperto; concordare “chiedere al referente se esiste un’edizione compatibile con il turno di lavoro” identifica un’informazione che può cambiare la scelta. La prossima azione dovrebbe ridurre un’incertezza precisa.

Un esempio: rientrare dopo un’interruzione

Immaginiamo una persona che abbia lavorato nell’amministrazione e desideri rientrare dopo alcuni anni dedicati alla cura familiare. Sta confrontando un corso lungo con un aggiornamento più breve. L’esempio è ipotetico, non un caso di efficacia documentata.

Nel colloquio emergono tre elementi: conosce bene alcune attività, non sa quali strumenti siano oggi richiesti dalle aziende che le interessano e può frequentare soltanto in alcune fasce orarie. Prima dell’iscrizione, si concordano il confronto con un operatore del settore e la verifica degli orari effettivi dei corsi.

Al riesame, la persona potrebbe scegliere il percorso breve, quello lungo o nessuno dei due. Il progresso osservabile è aver confrontato richieste, risorse e condizioni concrete. Il servizio registra anche le proprie responsabilità, per esempio procurare informazioni accessibili e verificare eventuali sostegni.

I vincoli non sono un difetto della persona

Il rapporto OCSE Helping adults overcome barriers to training, del 22 giugno 2026, evidenzia ostacoli legati a tempo, lavoro, responsabilità familiari e costi. Le difficoltà possono accompagnare più fasi della partecipazione alla formazione.

La conseguenza operativa per gli enti è verificare anche l’accessibilità dell’offerta. Se un corso si svolge durante il turno di lavoro e non esistono alternative, l’assenza di iscrizione non basta a dimostrare scarsa motivazione. Occorre distinguere la disponibilità personale dalle possibilità effettive.

Valutare la career adaptability richiede attenzione agli strumenti e alle competenze di chi li utilizza. Nella scheda proposta, il monitoraggio riguarda invece il percorso: quali informazioni sono state raccolte, quali ostacoli restano, quali azioni del servizio sono state completate? Nessun punteggio improvvisato decide chi merita accompagnamento.

FAQ

Che cosa significa career adaptability?

È l’insieme delle risorse utilizzate per preparare e affrontare transizioni e difficoltà professionali. In italiano si parla di adattabilità di carriera. La prospettiva considera attenzione al futuro, capacità di scelta, esplorazione e fiducia nell’affrontare i compiti necessari.

È utile anche a chi ha già un lavoro?

Sì. Può aiutare a preparare un cambiamento di ruolo, un rientro o una decisione formativa. Il percorso può portare anche a restare nella posizione attuale, dopo aver chiarito condizioni e alternative.

La scheda DdF misura l’adattabilità professionale?

No. È una traccia editoriale per organizzare un colloquio e concordare una verifica. La misurazione psicometrica richiede strumenti appropriati, condizioni d’uso e competenze specifiche; non può essere sostituita da un punteggio informale.

Come distinguere un risultato del percorso da un risultato occupazionale?

Un’informazione verificata o una decisione motivata sono risultati osservabili dell’accompagnamento. L’assunzione dipende anche da opportunità e decisioni esterne. È utile registrare separatamente ciò che il servizio ha realizzato e ciò che accade successivamente.

A cura della redazione di Diario della Formazione