Cos’è il Pilastro europeo dei diritti sociali
Il Pilastro europeo dei diritti sociali è stato proclamato nel 2017 dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione al vertice di Göteborg. Si tratta di un quadro di riferimento che stabilisce 20 principi fondamentali per garantire sistemi di welfare moderni e mercati del lavoro equi e inclusivi, capaci di affrontare le sfide del XXI secolo.
L’obiettivo è duplice: favorire pari opportunità e inclusione sociale e, al tempo stesso, sostenere un’Europa competitiva e resiliente.
Il Pilastro si articola in tre capitoli principali:
- Pari opportunità e accesso al mercato del lavoro
- Condizioni di lavoro eque
- Protezione sociale e inclusione
Questi principi rappresentano una bussola per le politiche europee e nazionali, sostenute da programmi come NextGenerationEU e dal bilancio a lungo termine dell’UE da 1,8 trilioni di euro, che garantiscono nuove opportunità di finanziamento agli Stati membri.
Il Piano d’Azione per i diritti sociali
Il 4 marzo 2021 la Commissione Europea ha lanciato il Piano d’Azione del Pilastro europeo dei diritti sociali, con l’obiettivo di trasformare i principi in azioni concrete.
Il piano si basa su una vasta consultazione pubblica (oltre 1000 contributi ricevuti) e definisce misure specifiche da realizzare con il contributo di Stati membri, parti sociali e società civile.
Tre sono i macro-obiettivi da raggiungere entro il 2030:
- Occupazione: almeno il 78% delle persone tra i 20 e i 64 anni deve avere un lavoro.
- Competenze: il 60% degli adulti deve partecipare ogni anno a percorsi di formazione.
- Inclusione sociale: ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio povertà o esclusione sociale.
Questi traguardi si inseriscono nel quadro delle politiche per la ripresa post-Covid, per una transizione digitale e verde che sia equa e inclusiva.
Pilastro europeo dei diritti sociali – obiettivi UE 2030: lavoro, formazione e inclusione
Il piano d’azione collega strettamente diritti sociali e crescita economica sostenibile. Ecco alcuni esempi concreti:
Occupazione
- Portare il tasso di occupazione al 78% entro il 2030 significa creare milioni di nuovi posti di lavoro e ridurre il divario tra Paesi membri.
- La sfida riguarda soprattutto giovani, donne e categorie svantaggiate, che necessitano di politiche attive mirate.
Formazione permanente
- L’apprendimento non è più considerato solo uno strumento per entrare nel mercato del lavoro, ma un vero diritto sociale.
- Si passa dal 15% di adulti in formazione (obiettivo ET2020) al 60% previsto nel 2030.
- L’attenzione si concentra su upskilling (aggiornamento) e reskilling (riqualificazione), soprattutto nei settori digitali e green.
Competenze digitali
- Almeno l’80% dei cittadini tra i 16 e i 74 anni dovrà possedere competenze digitali di base.
- Questo traguardo è essenziale per garantire partecipazione sociale e lavorativa in un’Europa sempre più digitale.
- Parallelamente, si punta a ridurre l’abbandono scolastico e a incrementare la partecipazione all’istruzione secondaria superiore.
Pilastro europeo dei diritti sociali: l’istruzione come diritto sociale
Uno degli elementi più innovativi del Pilastro è il riconoscimento dell’istruzione e della formazione come diritti sociali.
Non più solo strumenti per trovare lavoro, ma valori fondamentali per la crescita personale e collettiva.
L’attenzione all’educazione degli adulti rappresenta un cambio di prospettiva: la formazione non è più limitata all’età scolastica, ma diventa un percorso continuo, fondamentale per affrontare i cambiamenti economici, tecnologici e sociali.
Sostegno attivo all’occupazione: l’iniziativa EASE
Come azione concreta del principio 4 del Pilastro, nel marzo 2021 la Commissione ha introdotto la raccomandazione EASE (Effective Active Support to Employment).
Si tratta di un pacchetto di misure per accompagnare la transizione dalla crisi Covid-19 verso nuovi posti di lavoro, soprattutto nei settori digitale e verde.
Gli strumenti previsti includono:
- Incentivi alle assunzioni e supporto all’imprenditorialità
- Opportunità di upskilling e reskilling
- Maggior sostegno ai servizi per l’impiego
- Iniziative di inclusione sociale e competitività
Queste politiche puntano a spostare i lavoratori dai settori in declino a quelli in crescita, riducendo il rischio di disoccupazione strutturale.
Fondi europei a supporto dei diritti sociali
Per tradurre i principi in realtà, l’UE mette a disposizione diversi fondi e strumenti finanziari. Tra i principali:
- FSE+ (Fondo Sociale Europeo Plus): 88 miliardi di euro per inclusione sociale, formazione e occupazione.
- Fondo per una Transizione Giusta: per accompagnare territori e lavoratori nella transizione ecologica.
- Erasmus+: opportunità di mobilità e apprendimento per giovani e adulti.
- Horizon Europe: ricerca e innovazione con ricadute sociali.
- AMF (Asylum Migration Fund): per politiche di inclusione e gestione delle migrazioni.
Questi fondi rappresentano leve cruciali per rendere l’Europa sociale più forte e coesa.
Perché i 20 principi del Pilastro europeo dei diritti sociali sono strategici
I 20 principi del Pilastro europeo dei diritti sociali non sono solo dichiarazioni di intenti, ma linee guida operative che toccano tutti gli ambiti della vita sociale ed economica:
- Mercato del lavoro: accesso equo, sicurezza e opportunità per tutti.
- Condizioni di lavoro: diritti dei lavoratori, salari equi, equilibrio vita-lavoro.
- Protezione sociale: sostegni contro povertà ed esclusione, assistenza sanitaria, redditi minimi garantiti.
In prospettiva, questi principi costituiscono la base per una Europa più inclusiva, capace di affrontare le sfide della digitalizzazione, della transizione ecologica e della globalizzazione.
Conclusioni
Il Pilastro europeo dei diritti sociali rappresenta una sfida ambiziosa ma necessaria: trasformare i principi in azioni concrete per costruire un’Europa più equa, sostenibile e competitiva.
L’istruzione, la formazione e le competenze digitali diventano strumenti centrali per garantire inclusione e pari opportunità a tutti i cittadini.
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FAQ sul Pilastro europeo dei diritti sociali
1. Cosa sono i 20 principi chiave del Pilastro europeo dei diritti sociali?
Sono linee guida che definiscono diritti e tutele per lavoro, welfare, istruzione e inclusione, proclamate nel 2017 a Göteborg.
2. Quali sono gli obiettivi principali del Piano d’Azione 2030?
Portare il tasso di occupazione al 78%, garantire formazione continua al 60% degli adulti e ridurre di 15 milioni le persone a rischio povertà.
3. Come vengono finanziati i diritti sociali in Europa?
Attraverso strumenti come FSE+, Erasmus+, Fondo per la Transizione Giusta e Horizon Europe.
4. Perché è importante l’istruzione nel Pilastro dei diritti sociali?
Perché è riconosciuta come un diritto sociale fondamentale e non solo come mezzo per trovare lavoro, con forte attenzione all’apprendimento permanente.












