Il Programma GOL 2026 ha concluso la fase prevista dal PNRR superando i principali obiettivi quantitativi: al 30 giugno risultano 4.306.879 persone prese in carico, 1.056.403 partecipanti formati e 721.661 persone coinvolte nella formazione digitale.
Il risultato documenta la capacità del sistema di raggiungere una platea molto ampia. La valutazione, però, non può fermarsi al numero di prese in carico e corsi conclusi: occorre capire se la formazione abbia prodotto competenze verificabili, inserimenti coerenti e occupazione stabile.
In breve
- Che cos’è: GOL è il programma nazionale di politiche attive che assegna alle persone percorsi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.
- Perché è rilevante adesso: il 30 giugno 2026 si è conclusa l’azione di riforma finanziata dal PNRR e tutti i target dichiarati risultano superati.
- Che cosa cambia: conclusa la fase dei volumi, istituzioni ed enti formativi devono misurare maggiormente esiti occupazionali, qualità della formazione e coerenza tra competenze acquisite e lavoro.
Che cos’è il Programma GOL
GOL significa Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori. È una riforma delle politiche attive prevista dalla Missione 5 del PNRR e attuata dalle Regioni e dalle Province autonome.
Il programma non coincide con un singolo corso. La persona viene inizialmente presa in carico e sottoposta a un’attività di valutazione, attraverso la quale viene indirizzata verso uno dei cinque percorsi descritti dal Ministero del Lavoro:
- reinserimento lavorativo, per chi possiede competenze già spendibili;
- aggiornamento, o upskilling, con formazione prevalentemente breve;
- riqualificazione, o reskilling, per acquisire competenze più distanti da quelle possedute;
- lavoro e inclusione, quando sono presenti ostacoli sociali, educativi o sanitari;
- ricollocazione collettiva, destinata a gruppi di lavoratori coinvolti in crisi aziendali.
Non tutte le persone prese in carico devono quindi frequentare un corso. Per chi è già vicino al mercato del lavoro, orientamento, accompagnamento e intermediazione possono essere più pertinenti della formazione.
I risultati del Programma GOL al 30 giugno 2026
Il monitoraggio pubblicato dal Ministero del Lavoro il 23 luglio 2026 riporta:
- 4.306.879 beneficiari presi in carico;
- 1.056.403 persone formate;
- 721.661 persone formate nelle competenze digitali;
- 119,6% di conseguimento del target sulle prese in carico;
- 125,4% del target relativo alle persone formate;
- 180,4% dell’obiettivo sulla formazione digitale.
Calcolando il rapporto sui dati ministeriali, le persone formate rappresentano circa il 24,5% dei beneficiari presi in carico. La formazione digitale riguarda invece circa il 68,3% dei partecipanti formati.
Queste percentuali devono essere interpretate con cautela. Il fatto che soltanto una parte della platea svolga formazione non costituisce automaticamente una criticità, perché il percorso di reinserimento può non prevedere un corso.
La domanda corretta è un’altra: le persone indirizzate alla formazione hanno ricevuto il percorso realmente necessario rispetto al proprio profilo e alle opportunità disponibili?
Il contributo della piattaforma EDO
Una parte del risultato sulla formazione digitale è stata sostenuta da EDO – Educazione Digitale per l’Occupazione, la piattaforma nazionale di apprendimento online.
Secondo il Ministero, 109.646 persone formate attraverso EDO sono state conteggiate nei target regionali GOL: poco più del 10% del totale dei formati. Tra maggio 2025 e giugno 2026, considerando anche i percorsi non rendicontabili nel target PNRR, 186.151 persone hanno completato tutti i moduli.
EDO ha permesso di offrire una formazione digitale standardizzata su scala nazionale. Rimane però importante distinguere:
- il completamento dei moduli;
- l’acquisizione effettiva delle competenze;
- la capacità di utilizzare tali competenze nel lavoro;
- il contributo del percorso a un inserimento professionale.
La piattaforma può essere integrata con AppLI per l’orientamento professionale, ma strumenti digitali e assistenti basati sull’intelligenza artificiale non eliminano il bisogno di accompagnamento umano.
Le differenze territoriali
Il monitoraggio ministeriale del Programma GOL 2026 mostra risultati differenti tra Regioni. Considerando i cinque territori con il maggior numero assoluto di persone formate:
| Regione | Persone prese in carico | Persone formate | Formati su presi in carico |
|---|---|---|---|
| Campania | 569.129 | 152.194 | 26,7% |
| Lombardia | 588.669 | 114.179 | 19,4% |
| Veneto | 303.727 | 95.729 | 31,5% |
| Toscana | 286.500 | 93.958 | 32,8% |
| Lazio | 305.381 | 87.584 | 28,7% |
Le percentuali sono elaborazioni di Diario della Formazione sui dati ministeriali.
Questa tabella non rappresenta una classifica della qualità. I risultati dipendono dalla composizione della platea, dalla distribuzione tra i cinque percorsi, dai target regionali e dalle caratteristiche del mercato del lavoro.
Per confrontare correttamente i territori servirebbero almeno informazioni omogenee su:
- distanza iniziale dal lavoro;
- tipologia e durata della formazione;
- tasso di completamento;
- caratteristiche dei partecipanti;
- opportunità occupazionali locali;
- esiti a distanza di alcuni mesi.
Persone raggiunte e occupazione non sono la stessa cosa
Una politica attiva può essere misurata su livelli differenti.
| Livello | Domanda |
|---|---|
| Presa in carico | Quante persone sono entrate nel programma? |
| Servizio erogato | Quali attività hanno ricevuto? |
| Formazione | Quante hanno concluso un percorso? |
| Apprendimento | Quali competenze hanno acquisito? |
| Occupazione | Quante hanno trovato lavoro? |
| Qualità dell’esito | Il lavoro è stabile e coerente con il percorso? |
Un precedente aggiornamento del Ministero, riferito al 31 marzo 2026, riportava 1,731 milioni di persone che avevano sottoscritto un contratto dopo il patto di servizio e almeno una misura di politica attiva. Il 48% dei contratti era a tempo indeterminato e il 42,6% a tempo determinato di almeno sei mesi.
Questi numeri sono rilevanti, ma il perimetro di quella rilevazione non coincide perfettamente con il monitoraggio finale del 30 giugno. Non è quindi corretto ricavare un unico tasso occupazionale combinando direttamente le due comunicazioni.
Inoltre, un contratto sottoscritto dopo la partecipazione non dimostra da solo che sia stato causato dal programma. Per valutare l’efficacia servono confronti nel tempo, informazioni sulla condizione iniziale e analisi della coerenza tra intervento ed esito.
Dal numero dei corsi alla qualità della formazione
Il superamento dei target quantitativi rappresenta un risultato amministrativo e organizzativo. La fase successiva dovrebbe concentrarsi sulla qualità.
Un corso può essere formalmente completato ma risultare:
- troppo generico rispetto al profilo professionale;
- poco collegato alla domanda territoriale;
- privo di laboratorio o applicazione pratica;
- insufficiente per raggiungere una qualificazione;
- duplicato rispetto a competenze già possedute;
- non accompagnato da servizi di inserimento;
- difficile da documentare nel curriculum.
È importante anche distinguere la formazione finanziata, definita dalla provenienza delle risorse, dalla funzione concreta del percorso. L’articolo sulle differenze tra formazione continua, finanziata e superiore chiarisce perché uno stesso corso possa appartenere a più categorie.
Il cruscotto degli esiti proposto da Diario della Formazione
Per valutare i percorsi oltre la rendicontazione, proponiamo un cruscotto minimo composto da otto indicatori:
- tasso di completamento del percorso;
- competenze dimostrate attraverso prove iniziali e finali;
- tempo necessario per il primo inserimento lavorativo;
- occupazione a 3, 6 e 12 mesi;
- durata e tipologia del contratto;
- coerenza tra formazione e attività svolta;
- abbandoni e relative motivazioni;
- valutazione di partecipanti e imprese.
I dati dovrebbero essere letti per territorio, genere, età, condizione di partenza e tipologia di percorso. Una media nazionale può nascondere differenze importanti.
L’indicatore decisivo non è soltanto quante persone abbiano frequentato un corso, ma quante abbiano migliorato in modo verificabile la propria posizione professionale.
Che cosa dovrebbero fare ora gli enti di formazione
Gli enti coinvolti nelle politiche attive possono prepararsi alla fase successiva attraverso alcune azioni concrete:
- documentare le competenze iniziali, evitando percorsi ridondanti;
- descrivere i risultati di apprendimento in termini osservabili;
- collegare ogni modulo a mansioni, strumenti e situazioni lavorative;
- prevedere prove pratiche e portfolio;
- monitorare gli esiti dopo la conclusione;
- confrontare periodicamente l’offerta con imprese e servizi per il lavoro;
- registrare le ragioni degli abbandoni;
- rendere verificabili le competenze acquisite.
La stessa logica vale per la selezione basata sulle competenze: un attestato diventa più utile quando è accompagnato da evidenze di ciò che la persona sa effettivamente fare.
Che cosa succede dopo la conclusione del PNRR
Il 30 giugno 2026 indica la conclusione dell’azione di riforma prevista dal PNRR, non necessariamente la chiusura immediata di tutti i servizi territoriali collegati a GOL.
Al 10 agosto 2026, le fonti ufficiali consultate documentano il raggiungimento dei target e la volontà istituzionale di consolidare il sistema. Non definiscono però ancora, in modo completo, un assetto unico e definitivo per la prosecuzione successiva.
La prossima decisione non riguarda soltanto quante risorse mantenere, ma quali interventi hanno dimostrato di produrre gli esiti migliori e per quali persone.
FAQ sul Programma GOL 2026
Che cos’è il Programma GOL?
Il Programma GOL è una politica attiva nazionale che offre orientamento, formazione, riqualificazione e accompagnamento al lavoro attraverso percorsi personalizzati gestiti dalle Regioni e dalle Province autonome.
Quante persone sono state formate dal Programma GOL?
Al 30 giugno 2026 risultano formate 1.056.403 persone. Di queste, 721.661 hanno partecipato ad attività dedicate alle competenze digitali.
Il Programma GOL 2026 è terminato il 30 giugno 2026?
Il 30 giugno si è conclusa l’azione di riforma prevista dal PNRR. La prosecuzione dei servizi dipende dalla programmazione nazionale e regionale e dalle risorse che saranno definite per la fase successiva.
Frequentare un corso GOL garantisce un lavoro?
No. La formazione può migliorare competenze e occupabilità, ma non garantisce automaticamente un’assunzione. L’esito dipende dalla qualità del percorso, dal profilo della persona, dai servizi di accompagnamento e dalle opportunità territoriali.












