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sviluppo competenze specialistiche delle PMI. Mani di una lavoratrice regolano un robot durante una formazione tecnica.

Sviluppo competenze specialistiche delle PMI: guida 2026

Lo sviluppo competenze specialistiche delle PMI è l’incentivo MIMIT, gestito da Invitalia, che sostiene la formazione dei dipendenti delle imprese del Mezzogiorno sui temi dell’innovazione tecnologica e delle transizioni digitale e verde. Il secondo sportello apre alle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e chiude alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.

Non si tratta di un click day: le domande sono valutate attraverso una graduatoria. Per questo non basta descrivere un corso interessante. Occorre dimostrare la coerenza tra trasformazione aziendale, competenze da sviluppare, lavoratori coinvolti, fornitore scelto e risultati attesi.

In breve

  • Che cos’è: un’agevolazione per la formazione delle PMI del Mezzogiorno, destinata a percorsi specialistici per il personale dipendente.
  • Perché conta adesso: il nuovo sportello dispone di 12.449.676 euro, incrementabili con eventuali risorse residue, e apre il 10 settembre 2026.
  • Che cosa cambia: imprese ed enti devono predisporre un progetto in presenza, coerente con gli ambiti ammessi e documentato in modo utile alla graduatoria.

Che cosa finanzia il secondo sportello

La misura nasce dal decreto ministeriale del 4 settembre 2025 ed è finanziata dal Programma nazionale Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027. La dotazione originaria dello strumento era di 50 milioni di euro. Per il secondo sportello, Invitalia indica una disponibilità di 12.449.676 euro, che potrà aumentare con le risorse eventualmente liberate dopo l’istruttoria del primo.

Il 40% delle risorse complessive è riservato alle imprese delle filiere automotive e moda, tessile e arredamento. Le domande del nuovo sportello possono essere presentate soltanto da imprese che non abbiano già partecipato alla precedente finestra, anche quando il nuovo progetto riguarderebbe un percorso differente.

Voce Dato operativo
Apertura 10 settembre 2026, ore 12:00
Chiusura 21 dicembre 2026, ore 12:00
Risorse del secondo sportello 12.449.676 euro, incrementabili
Procedura Valutativa, con graduatoria
Costo ammissibile Da 10.000 a 60.000 euro per impresa
Contributo ordinario 50% delle spese ammissibili

Chi può accedere a sviluppo competenze specialistiche delle PMI

Possono presentare domanda micro, piccole e medie imprese con unità locali in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Il percorso deve essere realizzato per i dipendenti impiegati nelle unità locali situate in questi territori.

Alla data della domanda, l’impresa deve risultare costituita, iscritta e attiva nel Registro delle imprese; non deve essere in liquidazione volontaria o sottoposta a procedure concorsuali; deve disporre di almeno un bilancio approvato e depositato. Per imprese individuali e società di persone è richiesta almeno una dichiarazione dei redditi presentata.

Vanno controllati anche la regolarità rispetto a precedenti agevolazioni, i settori esclusi dal Regolamento UE 2021/1058 e gli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali. L’elenco completo è nella scheda ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Una verifica formale effettuata all’ultimo momento espone al rischio di progettare un percorso per un’impresa che non può accedere alla misura.

Quali percorsi e quali modalità sono ammessi

I corsi devono sviluppare o consolidare competenze collegate alle traiettorie della Strategia nazionale di specializzazione intelligente, alle tecnologie STEP oppure ai processi di transizione digitale e verde. Gli ambiti comprendono, tra gli altri, tecnologie digitali, biotecnologie, aerospazio, salute, alimentazione, industria sostenibile, turismo, patrimonio culturale, mobilità intelligente e tecnologie pulite.

Per individuare un fabbisogno credibile può essere utile partire da una matrice delle competenze aziendali che colleghi attività, livelli richiesti ed evidenze osservabili. Nei progetti green, invece, l’analisi delle professioni cleantech e delle competenze richieste aiuta a evitare programmi troppo generici.

Un vincolo operativo merita particolare attenzione: secondo le FAQ ufficiali aggiornate da Invitalia, la formazione deve svolgersi esclusivamente in presenza, con docente e partecipanti fisicamente compresenti. Non sono ammesse modalità online, asincrone, miste o di training on the job. Se l’impresa non dispone di locali o attrezzature adatti, le attività possono essere organizzate presso il fornitore o in un’altra sede idonea.

Il fornitore deve essere indipendente dall’impresa e possedere un’esperienza comprovabile, maturata negli ultimi tre anni, nelle materie del progetto. Non è richiesto un accreditamento; possono essere coinvolti più fornitori e le università. Il contratto, però, va sottoscritto dopo l’invio della domanda. Prima è possibile acquisire preventivi.

Quanto copre il contributo

Per trasformare lo sviluppo competenze specialistiche delle PMI in un piano finanziario realistico occorre distinguere costo del progetto e agevolazione concedibile. L’importo rendicontabile è calcolato con costi unitari regionali: tariffa oraria complessiva moltiplicata per ore di formazione e numero di partecipanti.

Per un progetto individuale, il contributo copre il 50%, quindi arriva al massimo a 30.000 euro su 60.000 euro di costo ammissibile. Nei progetti integrati sovraregionali l’intensità sale al 70% per micro e piccole imprese e al 60% per le medie, con massimi rispettivamente di 42.000 e 36.000 euro per beneficiario. Restano applicabili i limiti del regime de minimis.

Un progetto integrato può coinvolgere fino a dieci imprese e deve mantenere una reale dimensione sovraregionale. L’aggregazione non è obbligatoria: una singola PMI può concorrere senza penalizzazione nei criteri ordinari. La maggiorazione richiede però coordinamento e documentazione di ogni partecipante.

Questa agevolazione per la formazione delle PMI del Mezzogiorno non coincide con un corso automaticamente gratuito. L’impresa deve valutare la quota non coperta, i tempi finanziari, le condizioni per l’eventuale anticipazione e la capacità di documentare le attività. Per orientarsi tra strumenti diversi è utile distinguere formazione continua, finanziata e superiore.

La checklist di Diario della Formazione

La domanda dovrebbe nascere da una catena di evidenze, non dal catalogo del fornitore. La redazione propone sette controlli da completare prima dell’invio.

Controllo Evidenza da predisporre
1. Requisiti Visura, bilancio, unità locale, settore e condizioni di accesso
2. Cambiamento Tecnologia, processo o investimento che rende necessaria la formazione
3. Competenze Attività interessate, livello attuale e risultato atteso
4. Partecipanti Dipendenti coinvolti, unità locale, ore e ruolo nel cambiamento
5. Fornitore Indipendenza ed elenco di progetti pertinenti degli ultimi tre anni
6. Progettazione Moduli in presenza, sede, calendario, verifiche e risultati documentabili
7. Sostenibilità Costo unitario, quota aziendale, de minimis e obblighi di rendicontazione

Il cuore della proposta è il secondo passaggio. Un’impresa che introduce un sistema di manutenzione predittiva non dovrebbe chiedere un generico corso digitale. Dovrebbe descrivere quali dati saranno raccolti, quali decisioni dovranno prendere i tecnici, quali errori occorre ridurre e attraverso quali prove sarà verificata la nuova capacità.

La formazione diventa strategica quando il risultato atteso è riconoscibile nel lavoro, non quando il programma accumula argomenti di tendenza.

Un esempio di calcolo e progettazione

Immaginiamo una piccola impresa manifatturiera pugliese che debba formare dieci dipendenti sull’uso di sensori, lettura dei dati e riduzione dei consumi di una linea produttiva. Il progetto prevede attività in aula e laboratorio, sempre in presenza, e raggiunge un costo ammissibile calcolato di 40.000 euro.

Se la domanda è individuale, il contributo teorico è di 20.000 euro, pari al 50%. La cifra non è una promessa di concessione: dipende dall’ammissibilità dei costi, dal punteggio, dalla posizione in graduatoria e dai limiti applicabili all’impresa.

Sul piano didattico, il progetto è più solido se indica che cosa sapranno fare i partecipanti: interpretare una serie di dati, riconoscere un’anomalia, applicare una procedura e motivare un intervento. Frequenza e gradimento non bastano a descrivere il risultato.

Che cosa dovrebbero fare ora imprese ed enti

Prima dell’apertura è già possibile registrare l’impresa e l’eventuale delegato nella sezione Anagrafica e deleghe dell’area personale Invitalia. La firma digitale della domanda resta in capo al legale rappresentante della PMI o della capofila.

Per preparare lo sviluppo competenze specialistiche delle PMI, l’ente formativo dovrebbe evitare proposte standard uguali per aziende diverse. È preferibile svolgere un confronto preliminare con impresa, responsabili di processo e lavoratori; verificare sedi e attrezzature; raccogliere le esperienze del fornitore; definire risultati osservabili; calcolare ore e partecipanti con le tariffe previste.

La seconda finestra resta aperta fino a dicembre, ma questo non giustifica rinvii. Il tempo serve per migliorare la qualità della candidatura, non per anticipare formalmente l’invio. Trattandosi di graduatoria, la coerenza documentata vale più della velocità.

Informazioni verificate al 7 settembre 2026

Date, risorse, requisiti e modalità sono stati verificati il 7 settembre 2026 sulle pagine ufficiali MIMIT e Invitalia, compresi i chiarimenti pubblicati per la misura. Sono fatti vigenti le date del secondo sportello, la procedura a graduatoria, l’obbligo della presenza e le percentuali di contributo. Gli esempi e la checklist sono una valutazione editoriale di Diario della Formazione e non sostituiscono decreti, modulistica o assistenza ufficiale.

Domande frequenti

Quando apre sviluppo competenze specialistiche delle PMI?

Il secondo sportello apre alle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e chiude alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026. La domanda si presenta attraverso l’area personale Invitalia.

Può partecipare un’impresa che ha inviato domanda nel primo sportello?

No. Invitalia precisa che le imprese che hanno già presentato una domanda nel precedente sportello non possono accedere al secondo, anche se propongono un percorso formativo differente.

La formazione può svolgersi online?

No. I chiarimenti ufficiali prevedono esclusivamente formazione in presenza, con compresenza fisica di docente e partecipanti. Non sono ammesse modalità a distanza, miste o training on the job.

Qual è il contributo massimo per una singola PMI?

Per un progetto individuale il contributo è pari al 50% del costo ammissibile. Poiché il costo massimo è 60.000 euro, l’agevolazione può arrivare a 30.000 euro, nel rispetto del regime de minimis e dell’esito della procedura.

A cura della redazione di Diario della Formazione