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3 esempi di metodologie didattiche per l’apprendimento

Metodologie didattiche di apprendimento: 3 approcci

Utilizzare metodologie didattiche diversificate  non significa approcciare in maniera esclusiva (e limitante) alle nuove tecnologie ma progettare e sviluppare ambienti “tecnologici” ( e non solo), di apprendimento. In questo articolo che parla di metodologie didattiche tratteremo tre distinti approcci che possiamo definire di natura:

  • razionalista;
  • sistemica;
  • costruttivista

Razionalista

L’apprendimento (o anche definito passaggio di conoscenza tra due interlocutori),  segue le regole del paradigma razionalista. Nel processo di istruzione in presenza come in quella a distanza, il trasferimento delle conoscenze, assume carattere di natura collettiva mentre il controllo degli apprendimenti è strettamente personale.

Al fine di permettere ad ogni discente di raggiungere la padronanza delle informazioni trasferite durante la lezione è necessario che ci sia alla base una programmazione in cui si definiscono obiettivi da raggiungere e misurare. Sarà inoltre fondamentale che il processo di valutazione accompagni il percorso di studi, monitorando e controllando il conseguimento da parte di ogni allievo dei singoli obiettivi.

Tra i materiali di supporto a tale metodologia didattica si evidenzia certamente il testo, che racchiude in sé tutte le potenzialità per attivare meccanismi cognitivi e processi di apprendimento.

La conoscenza, però, acquisibile per tali vie, è di un “sapere cosa”, poiché la natura enunciativa della conoscenza persiste anche quando al supporto cartaceo sostituiamo con delle video-lezioni (sincrone o asincrone), magari fruibili mediante la Rete.

Il paradigma razionalista, adottato in una prima fase dei corsi a distanza, non permette di seguire il discente nel processo formativo e, quindi, dar credito al momento formativo della valutazione, necessario per adeguare eventuali percorsi agli obiettivi didattici da raggiungere.

Manca, in altre parole, del momento di feedback, perché viene a mancare la fisicità dell’allievo e la possibilità di interazione. L’apprendimento, infatti, risulta sacrificato nella sua componente sociale e cognitiva, venendo ridotto a un fatto esclusivamente individuale.

Sistemica

La comunicazione didattica viene considerata, nel paradigma (o approccio) sistemico, come sistema tecnologico di relazioni interpersonali in cui gli strumenti assumono il ruolo di mediazione tra gli attori conivolti. Centrali, infatti, diventano le interazioni e quindi le regole e i mezzi che presiedono agli scambi linguistici. Unitamente alle motivazioni che valorizzano le “formae mentis” degli individui. Il passaggio di conoscenze segue percorsi flessibili e dinamici e si passa dal “saper cosa” al “saper come”.

Si tratta in sostanza, per il docente, non di trasferire conoscenze o decodificarle meglio ma di aiutare a trovare il metodo corretto per risolvere problemi, proponendo metodologie didattiche e vie operative utilizzando, inoltre, i media di comunicazione (piattaforme e-learning, MOOC, formazione blended, ecc.) capaci di creare contesti emotivamente più coinvolgenti.

In questo approccio diventa fondamentale la progettazione di percorsi curriculari che tengano conto dello strumento di trasmissione del sapere. Ossia gli strumenti (media) che valorizzino le componenti tecniche relative all’interazione dei diversi linguaggi. Strumenti audiovisivi, informatici e multimediali che costituiscono i programmi e i prodotti per erogare la formazione a distanza. La valenza di tali tecnologie non sta nello strumento ma nelle specificità formativo-didattiche  e nella capacità progettuale di interazione e conivolgimento.

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Costruttivista

L’approccio costruttivista sottende una nuova metodologia di formazione a distanza attraverso la Rete. L’erogazione della didattica diviene contestualizzata producendo comunità virtuali di studio attraverso percorsi collaborativi e cooperativi. Il gruppo rappresenta quindi un luogo di incontro di diverse componenti emotive in cui progettare il proprio apprendimento. Un luogo in cui studiare in modo attivo, cooperativo, collaborativo per sviluppare conoscenze competenze e abilità.

La potenzialità della rete Internet, e quindi dello strumento, non sta tanto nella comunicazione sincronizzata, che ricostruisce in fondo l’unità di tempo dell’istruzione in presenza, quanto piuttosto nella interazione in rete degli attori che rende continua l’azione formativa e collaborativa della costruzione delle conoscenze.
L’apprendimento come processo sociale prevede la costruzione attiva di nuovi saperi attraverso l’interazione di gruppo. Il metodo dell’apprendimento collaborativo e dell’interazione fra pari è adottato sia in contesti scolastici, come base di attività strutturate di gruppo, sia in ambiti di educazione degli adulti, formazione e aggiornamento professionale. Anche nei modelli di insegnamento/apprendimento basati sull’e-learning, la dimensione collaborativa è forse l’elemento concettualmente più interessante e più ricco di significati dal punto di vista educativo.

Ma la cooperazione può riguardare anche altri momenti della didattica, come per esempio la progettazione, la conduzione e la valutazione degli apprendimenti o dell’intervento nel suo complesso. Si pensi, per esempio, alla ricerca di materiali didattici, alla condivisione di esperienze da parte dei docenti, alla richiesta di supporto e consulenza da parte di esperti di uno specifico settore disciplinare o lavorativo, alla stessa progettazione di interventi basati sulla cooperazione fra classi collegate in remoto.

Il potere didattico della formazione a distanza si concretizza non tanto nel suo essere in grado di sostituire la lezione in presenza, quanto piuttosto nella sua capacità di favorire forme di interazione collettiva.

Il Cooperative Learning come strategia didattica

Negli anni l’apprendimento collaborativo (o cooperative learning) si è dimostrato una delle strategie più efficaci della didattica in rete. In questo caso, in genere, l’apprendimento avviene perché il processo educativo è impostato in modo che l’interazione fra i partecipanti favorisca la crescita collettiva del gruppo.

La collaborazione a distanza intorno ad un comune lavoro apre lo spazio per un apprendimento interattivo e dialogico e, mettendo continuamente in gioco risultati raggiunti e ipotesi avanzate, arricchisce di nuovi significati l’esperienza che si sta conducendo, abitua a considerare l’altro come interlocutore indispensabile, e, inoltre, favorisce la costruzione di una positiva immagine di sé, perché ciascuno contribuisce a produrre il risultato atteso.

La cooperazione, quindi, non è una condizione spontanea, che si instaura da sé, solo in virtù di una scelta educativa, o come conseguenza naturale di alcune caratteristiche intrinseche dell’ambiente e-learning, quale per esempio l’interattività. Perché la dimensione cooperativa migliori effettivamente l’apprendimento, diventa necessario che la comunicazione ed il lavoro di gruppo vengano intenzionalmente progettati dai docenti, e siano, quindi, strutturati in maniera precisa.

I due termini cooperare e collaborare, spesso adottati come sinonimi, corrispondono a due concetti ben precisi del lavorare insieme.  Si possono scindere i due momenti lavorativi affermando che l’attività cooperativa è il processo in cui ciascun membro del gruppo esegue un compito specifico, una porzione in pratica dell’intero lavoro assegnato, mentre l’attività collaborativa è il processo in cui ciascun componente del gruppo lavora su ognuna delle parti del compito complessivo.

Lavorare insieme necessita di specifici metodi da tutti rispettati e condivisi

Esistono tre specifiche strategie per il lavoro collaborativo e cooperativo:

  • parallele;
  • sequenziali;
  • e di reciprocità.

Le attività collaborative possono, a seconda delle circostanze e delle esigenze, adottare ora l’una ora l’altra, del resto non sono normalmente incompatibili, poiché nella strategia parallela ogni componente del gruppo lavora in piena autonomia su una parte specifica del prodotto complessivo. In quella sequenziale ogni appartenente al gruppo, a turno, agisce sul lavoro già avviato apportandovi il proprio contributo. Nella strategia di reciprocità ogni componente lavora in regime di forte interdipendenza su ognuna delle parti del prodotto complessivo.

Il lavoro cooperativo fa sue le regole della reciprocità, sollecitando una necessaria interazione, un elevato sincronismo tra i partecipanti e una capacità di comunicazione interpersonale adatta a risolvere rapidamente eventuali discussioni e divergenze che spesso si vengono a manifestare. Rilevanti, quindi, nella cooperazione diventano il coordinamento, la collaborazione e la codecisione.

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Vediamo perché

Il coordinamento permette una gestione dinamica e funzionale tra le azioni svolte da più persone, necessaria per raggiungere lo stesso obiettivo; la collaborazione richiede il consolidamento dei singoli contributi e il loro necessario confronto; la codecisione diventa momento di unione e di confronto tra i singoli partecipanti al processo.

La cooperazione/collaborazione richiede, inoltre, una particolare attenzione all’organizzazione del gruppo di apprendimento e alle strategie educative adottate.
Nella didattica tradizionale, molte situazioni trovano la soluzione in un rapporto stretto fra docente e discente, in un gioco delle parti in cui c’è chi demanda compiti e chi li deve sviluppare.

La componente sociale nel processo di apprendimento

L’idea di accogliere metodi collaborativi si colloca sulla volontà di accentuare l’importanza della componente sociale nel processo di apprendimento, creando le condizioni per una crescita individuale stimolata dall’interazione con gli altri.

Il costruttivismo ha messo in evidenza l’importanza di tutte le diverse forme di interazione sia fra studenti e sia fra studenti e docenti per il raggiungimento di specifiche finalità didattiche, e più in generale l’influenza di queste interazioni sulla motivazione all’apprendimento, l’autostima e lo sviluppo del senso sociale, sui processi cognitivi, sulle abilità metacognitive.

L’apprendimento migliora nettamente in situazioni cooperative rispetto a situazioni competitive o di tipo individualistico, e che lo sforzo cooperativo si traduce in una più frequente utilizzazione di strategie di ragionamento di alto livello. L’aspetto più critico, affinché tutto questo sia possibile, è la scelta del modello di cooperazione secondo cui gli attori agiscono e interagiscono per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

L’apprendimento collaborativo è certamente favorito dall’interazione e ci sono situazioni in presenza che possono essere riproposte on-line, anche se con le inevitabili limitazioni del mezzo, giungendo alla creazione di vere e proprie classi virtuali.  Anzi, alcune volte quelli che potrebbero sembrare svantaggi introdotti dal mezzo, di fatto si traducono in nuove spinte attraverso una notevole carica emozionale.

I fattori fondamentali della didattica cooperativa on line

Si sono potuti precisare, sulla base di diverse sperimentazioni, elementi valevoli in fase progettuale e di cui si può tener conto nel predisporre nuove esperienze. Esistono alcuni fattori che devono essere presenti in ogni situazione didattica cooperativa on line:

  • la chiara percezione dell’esistenza di una rete di individui prima ancora di una rete telematica;
  • un gruppo di allievi che hanno un compito in comune, ma non possono lavorare insieme fisicamente;
  • un compito ben specificato che comporti una partecipazione attiva e significativa dello studente;
  • la facilità di accesso a una rete telematica affidabile;
  • il senso di responsabilità verso il gruppo e verso il compito assunto;
  • una forte leadership nel gruppo e un meccanismo di valutazione finale;
  • la condivisione del processo decisionale nella formulazione di progetti di gruppo;
  • la collaborazione attiva e visibile;
  • il lavoro di gruppo fortemente strutturato;
  • l’impegno reciproco fra studenti e docenti.

Tali fattori che rappresentano i presupposti necessari ed essenziali per la strutturazione dei corsi di formazione on-line, equivalgono in parte alle linee guida degli insegnanti che si accingono a stilare una programmazione per la propria classe. La conoscenza della classe consente al docente di stabilire gli obiettivi da far raggiungere, predisporre i contenuti e le strategie didattiche necessarie affinché l’allievo possa ampliare le proprie competenze.

La stessa metodologia della programmazione deve essere adottata nei corsi di didattica on line, l’unico fattore di diversità è la fisicità che in Internet diventa virtuale per cui da un alunno reale si passa ad uno virtuale e da una classe reale ad una virtuale.

Con classe virtuale si intende una struttura telematica che consente lo svolgimento delle tradizionali attività di aula in situazioni in cui studenti e docenti non sono fisicamente presenti nello stesso ambiente. La classe virtuale, nella sua accezione più generale, consente, quindi, la comunicazione pluridirezionale docente-studente e studente-studente, e può essere sia in modalità sincrona che asincrona.

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Metodologie didattiche innovative

La classe virtuale non predetermina in alcun modo il tipo di attività didattica che verrà svolta nella classe stessa. In altri termini, la classe virtuale non implica nessun modello didattico lasciando al docente la libertà di svolgere la lezione in modo del tutto personale, adottando, se ritiene opportuno, metodologie didattiche innovative basate sull’uso della comunicazione telematica.

La rete, quindi, può favorire modelli di apprendimento in cui l’imparare avviene attraverso il lavoro di gruppo, l’attività di ricerca, la condivisione di esperienze.
È interessante osservare come modelli innovativi, ad esempio i learning circle, basati sulla comunicazione fra pari, abbiano una profonda influenza sia sui rapporti interpersonali e sia sui ruoli dei partecipanti. L’insegnante, nella didattica in presenza è il referente indiscusso del gruppo-classe, nei learning circle collabora interagendo alla pari con il gruppo. Muta, quindi, non solo la professionalità del docente ma anche il suo ruolo all’interno dei paradigmi di insegnamento apprendimento in presenza e a distanza.

Conclusioni

Risulta evidente, che i nuovi orizzonti dell’educazione e della formazione racchiudono diversi paradigmi e approcci di rappresentazione della conoscenza che in una società postmoderna, complessa e tecnologicamente avanzata vanno ricercati come punto di intersezione e di confluenza.  Permettendo al soggetto di apprendere nuovi saperi che non sono più veicolati dalla parola orale o scritta ma da una “oralità di ritorno” promossa dalle nuove tecnologie della formazione on-line.

L’educazione oggi è intrinseca allo strumento che si utilizza.