/Contrastare la malnutrizione in Madagascar: il lavoro di CHANGE ETS
CHANGE ETS e l'impatto della malnutrizione in Madagascar.

Contrastare la malnutrizione in Madagascar: il lavoro di CHANGE ETS

Mi chiamo Alessia M. Massaro e dal 2020 mi occupo di progettazione di interventi sociali e di sviluppo.
Lavoro come project manager nell’ambito della cooperazione internazionale in Africa e, attraverso questa serie di articoli, condividerò sia contenuti tecnici che ripercorrono l’intero ciclo di gestione del progetto che contenuti esperienziali, che raccontano il mondo della progettazione e le sue complessità attraverso le storie e le buone pratiche degli enti con cui collaboro.

Questo articolo rientra nella parte più esperienziale della serie e riguarda la mia esperienza come progettista sociale e grant manager presso l’associazione CHANGE ETS. Il filo conduttore del contributo è il percorso dell’ente oltre l’emergenza, verso una progettazione orientata al cambiamento e capace di generare benefici duraturi.

CHANGE ETS e il lavoro in Madagascar

CHANGE ETS lavora principalmente in Madagascar e si occupa di rendere le cure sanitarie accessibili alla popolazione locale.
L’organizzazione realizza le proprie attività attraverso due strutture principali:

In questo articolo mi concentro in particolare sugli aspetti legati al Centro Nutrizionale, che rappresenta uno dei pilastri dell’impegno dell’associazione.

Oltre dieci anni di impegno per il contrasto alla malnutrizione materno-infantile in Madagascar

La malnutrizione materno-infantile in Madagascar è una delle emergenze più gravi del mondo. Secondo il report Global Hunger Index (GHI) 2025, il Paese è in condizione di sottonutrizione “allarmante”, con quasi 13 mln di persone (su 32 mln) denutrite. Su 123 paesi analizzati, il Madagascar è uno dei sette paesi in condizione allarmante e al quartultimo posto in classifica. 

CHANGE lavora da oltre dieci anni nel contrasto della malnutrizione materno-infantile in Madagascar. Inizialmente l’intervento era focalizzato prevalentemente sulla cura della malnutrizione acuta infantile, sia moderata sia severa.

La malnutrizione come problema di lungo periodo

La malnutrizione infantile è strettamente correlata alla salute delle donne in età fertile e in gravidanza che diventeranno future mamme. Le donne in gravidanza sono spesso malnutrite e partoriscono bambini sottopeso (nati con peso minore di 2,5 kg), generando un ciclo intergenerazionale di malnutrizione. La malnutrizione non è solo un’emergenza, ma una condizione che tende a cronicizzarsi nel tempo, creando un circolo continuo difficile da interrompere.

L’intervento di CHANGE ha progressivamente cambiato strategia, passando da un modello focalizzato sul trattamento a uno sempre più orientato alla prevenzione. CHANGE ha progressivamente sviluppato ulteriori attività, con l’obiettivo di affrontare la malnutrizione non solo come emergenza, ma anche come problema strutturale e di lungo periodo. CHANGE ha deciso di investire nella prevenzione per agire sulle cause profonde della malnutrizione e contribuire a creare basi più solide per il futuro.

Dal fare al cambiamento: cosa rende davvero efficace un progetto

La progettazione sociale all’interno dell’associazione è affrontata come un percorso di crescita e sviluppo.
I bandi, infatti, rappresentano solo uno degli strumenti disponibili: un mezzo che consente di inserire nuove attività, avviare sperimentazioni e sostenere costi di costruzione importanti, nonché rafforzare i programmi già esistenti in ambito sanitario e nutrizionale.

Un progetto di successo non è semplicemente un progetto che realizza attività, come ad esempio la distribuzione di alimenti terapeutici, la realizzazione di corsi di formazione o le analisi di laboratorio per i bambini malati.

Un progetto davvero coerente con una visione oltre l’emergenza è un progetto che genera benefici reali e cambiamenti positivi nelle persone coinvolte. Questi benefici possono manifestarsi nel miglioramento della salute, ma anche nella trasformazione delle abitudini, delle scelte quotidiane e della consapevolezza delle famiglie.

Per raccontare gli interventi di contrasto alla malnutrizione ed esplorarne i benefici, ho realizzato una breve intervista a Rosita Rotella, responsabile del Centro Nutrizionale di CHANGE ETS e che lavora con loro da ormai 4 anni.

Intervista a Rosita Rotella – Responsabile del Centro Nutrizionale CHANGE ETS

1. Curare la malnutrizione è difficile: quali sono secondo te gli ostacoli principali?

“Esistono importanti fattori socio-economici che incidono fortemente sulla malnutrizione materno-infantile e che ci pongono spesso di fronte ai limiti del nostro intervento. Il nostro lavoro è principalmente di natura sanitaria: utilizziamo un approccio basato sul trattamento medico e sull’educazione nutrizionale per supportare le famiglie nel miglioramento della salute di madri e bambini.
Tuttavia, molte famiglie vivono in condizioni economiche e sociali estremamente fragili, che rendono difficile qualsiasi cambiamento, soprattutto nel breve periodo. Questa, a mio avviso, è una delle sfide più grandi: riconoscere che, nonostante l’impegno e la competenza, alcune situazioni richiederebbero interventi integrati non solo sanitari, ma anche economici e sociali“.

2. Nei progetti e programmi di intervento l’obiettivo è migliorare una condizione negativa DI SOFFERENZA e produrre benefici diretti. Hai osservato dei cambiamenti nellA POPOLAZIONE LOCALE?

“I cambiamenti sono innumerevoli. Spesso, nel momento in cui avvengono, sono quasi impercettibili, ma nel tempo si rivelano estremamente potenti. Tornare in un villaggio e incontrare una famiglia che abbiamo accompagnato, vedere che i bambini stanno bene e riconoscerli cresciuti e in salute è una delle esperienze che ci spingono a ricominciare ogni giorno.
Allo stesso modo, ricevere in ufficio madri che arrivano su consiglio di altre madri è un segno di fiducia immenso e crea un legame profondo con il territorio. Penso che negli anni sia cresciuta sia la fiducia dei beneficiari nei nostri confronti, sia la nostra fiducia nel valore del nostro impegno. Questa reciprocità è il nutrimento di cui abbiamo bisogno per continuare a investire tempo ed energie nella cura dell’altro, anche quando sappiamo che il nostro intervento, da solo, non è sempre sufficiente”.

3. I progetti possono avere anche effetti collaterali negativi: ne hai notato qualcuno?

“In alcuni casi, le difficoltà socio-economiche dei beneficiari influenzano negativamente la percezione e l’utilizzo degli alimenti terapeutici che distribuiamo per il trattamento della malnutrizione acuta. Questi alimenti, invece di integrare la dieta del bambino, finiscono per sostituire quasi completamente gli altri pasti.
Questo meccanismo può generare una sorta di dipendenza dal progetto e portare a risultati limitati dal punto di vista del recupero nutrizionale. Le famiglie smettono di farsi carico dei pasti del bambino, affidandosi esclusivamente agli alimenti terapeutici.
Si tratta di un aspetto molto complesso del nostro lavoro: capire quando fermarsi, quando il nostro intervento produce effetti diversi da quelli attesi e quale sia la scelta più giusta per ridurre al minimo gli impatti negativi delle nostre azioni”.

Le difficoltà nella raccolta fondi per il Madagascar

Raccogliere fondi per interventi in Madagascar è particolarmente complesso perché il Paese non rientra tra le priorità di intervento internazionali.
Di conseguenza, molti programmi non risultano finanziabili attraverso canali istituzionali come i fondi dell’AICS o della Commissione Europea.

Nel 2025 è venuta meno anche un’ulteriore opportunità che per l’associazione era fondamentale: i fondi derivanti dall’otto per mille a diretta gestione statale, che in precedenza includevano interventi di contrasto alla malnutrizione.
Il Governo ha infatti deciso di destinare tali risorse esclusivamente ai Paesi inclusi nel Piano Mattei, escludendo di fatto altri contesti. I Paesi coinvolti nel Piano Mattei sono numericamente circoscritti e, inoltre, non tutti presentano bisogni urgenti in ambito nutrizionale.
Di fatto, quindi, lo Stato italiano ha scelto di non rendere più accessibili questi fondi alle associazioni che operano in contesti caratterizzati da condizioni di sottonutrizione particolarmente gravi, come il Madagascar.

A questo si aggiunge un ulteriore elemento di complessità: la riduzione di alcuni finanziamenti internazionali, come quelli dell’USAID, ha spinto molte grandi organizzazioni a presentare proposte agli stessi enti finanziatori utilizzati dalle piccole e medie associazioni. Questo ha aumentato la competizione e penalizza spesso le piccole e medie organizzazioni, nonostante la qualità del lavoro e la forte radicazione territoriale.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi le uniche opportunità di finanziamento derivano da fondazioni nazionali e internazionali. Tuttavia, molte di esse operano su base annuale e con budget contenuti, rendendo difficile la programmazione di medio-lungo periodo e limitando la capacità di intervento. Questo non significa che un’associazione debba basarsi esclusivamente su donatori istituzionali; una raccolta di fondi sostenibile si costruisce attraverso un mix di strumenti, che include anche la raccolta individuale.
Il problema principale resta però la limitatezza delle risorse disponibili rispetto ai bisogni reali.

Consigli per la progettazione sociale e la raccolta fondi

Come già evidenziato, il Madagascar, come molti altri Paesi africani, non rientra tra le priorità di alcuni finanziatori. È quindi necessario lavorare sulla diversificazione degli strumenti di raccolta fondi, costruendo una strategia applicabile anche a piccole e medie organizzazioni in situazioni simili a quella di CHANGE.

Sul piano della progettazione sociale, è importante integrare le strategie di intervento: accanto alle attività sanitarie vanno previste azioni di promozione della salute e di sensibilizzazione delle comunità, non solo rispetto alla malnutrizione ma anche ai fattori che la influenzano, come condizioni igienico-sanitarie, abitudini alimentari, accesso alle informazioni e consapevolezza delle famiglie.

Dal punto di vista della raccolta fondi tramite bandi, diventa centrale ampliare la ricerca di donatori sia a livello nazionale sia internazionale, privilegiando opportunità che offrano continuità nel tempo. Anche con importi contenuti, i finanziamenti pluriennali permettono maggiore stabilità e coerenza degli interventi.

È inoltre strategico prevedere partenariati con altre associazioni: sia con enti simili ma con competenze ed esperienze diverse, sia con realtà complementari, così da costruire interventi più articolati e capaci di generare benefici.

A questa strategia si affiancano il potenziamento della raccolta fondi individuale e l’apertura al corporate fundraising, che rappresentano opportunità aggiuntive di sostegno e collaborazione. In entrambi i casi si esce dalla logica dei bandi: le risorse non sono vincolate alle richieste dei donatori istituzionali e consentono maggiore autonomia nella gestione delle spese, considerando che molti donatori limitano o escludono il riconoscimento dei costi generali, fondamentali per il funzionamento dell’ente.

Diventa quindi fondamentale investire nella progettazione tanto quanto nel fundraising, attraverso risorse umane formate e dedicate specificamente a questi ambiti.

FAQ

1. Dove posso trovare informazioni sull’associazione CHANGE ETS?

Tutte le informazioni sull’associazione CHANGE ETS sono sul loro sito internet: https://www.change.ong/

CHANGE ETS è presente anche su Facebook, Instagram e LinkedIN.

2. Quali sono gli altri articoli che hai scritto?

Gli articoli esperenziali e tecnici sono disponibili nella categoria editoriali del sito.

Articoli tecnici:

  1. Dalla idea alla scrittura: la metodologia progettuale efficace – Diario della Formazione.
  2. Dall’approvazione all’avvio operativo del progetto: come procedere

Articoli esperenziali:

  1. Il progetto Heroes Beyond Cancer: sopravvivere alle discriminazioni

Sono Alessia M. Massaro, consulente esperta in progettazione sociale dal 2020 e project manager dal 2022.Lavoro prevalentemente nell’ambito della cooperazione internazionale in Africa nel settore sociosanitario, educativo e di accesso all’acqua potabile. Dal 2020 mi occupo di ideazione e formulazione di proposte progettuali con enti del Terzo Settore di piccola e media dimensione, accompagnando i partner dalla idea alla scrittura nella realizzazione di interventi concreti e sostenibili. Rivolgo particolare attenzione ai temi di inclusione sociale, salute, educazione e parità di genere, diritti umani. Dal 2024 mi occupo di missioni di monitoraggio e valutazione in Madagascar, Uganda e Sierra Leone, collaborando con organizzazioni locali e internazionali per migliorare la qualità e l’impatto degli interventi. Sono fortemente orientata al networking e allo scambio di esperienze, e mi piace condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche per promuovere una progettazione più consapevole, efficace e partecipata.

Contatti

Sito internet: Gestione e Progettazione Sociale con il Terzo Settore | Alessia M. Massaro

LinkedIN: Alessia M. Massaro | LinkedIn