/Viaggio di monitoraggio e valutazione in Sierra Leone: dalla pianificazione alle attività sul campo
Personale di Fonte di Speranza e del partner locale controllano il funzionamento di un pozzo in un villaggio della Sierra Leone

Viaggio di monitoraggio e valutazione in Sierra Leone: dalla pianificazione alle attività sul campo

Mi chiamo Alessia M. Massaro e dal 2020 mi occupo di progettazione di interventi sociali e di sviluppo. Lavoro come project manager nell’ambito della Cooperazione Internazionale in Africa e, attraverso questa serie di articoli, condivido contenuti tecnici, che ripercorrono l’intero ciclo di gestione del progetto, ed esperienziali, che raccontano il mondo della progettazione e le sue complessità attraverso le storie e le lezioni apprese.

In questo articolo racconto alcuni aspetti pratici del mio ultimo viaggio di monitoraggio e valutazione in Sierra Leone, nei distretti di Koinadugu e Falaba, realizzata con Fonte di Speranza ETS per monitorare e valutare progetti in corso e conclusi.

Fonte di Speranza ETS opera in Sierra Leone dal 2008 per migliorare l’accesso all’acqua potabile. Ha costruito 47 pozzi e realizza attività di sensibilizzazione ed educazione sulla gestione e sull’utilizzo dell’acqua e dei pozzi e sull’igiene personale. Dal 2023 è inoltre impegnata nel miglioramento dell’accesso all’educazione, attraverso la costruzione di due scuole primarie e il supporto a scuole esistenti, nonché  l’attivazione di un servizio di mensa scolastica. L’intervento di Fonte di Speranza è realizzato in collaborazione con il partner locale Little Steps NGO.

Pianificare e realizzare la visita

La preparazione parte dalla definizione di un piano di monitoraggio e valutazione attraverso la produzione di un calendario condiviso e la pianificazione delle attività in base agli obiettivi della visita. Una volta stabilito cosa monitorare e valutare, bisogna però organizzare anche spostamenti, alloggi, trasferimenti e gestione del denaro.

Spostamenti e alloggi

La scelta del mezzo è particolarmente importante. Se bisogna raggiungere villaggi attraverso strade sterrate serve un fuoristrada adeguato, possibilmente abbastanza capiente da permettere lo spostamento contemporaneo di più membri dello staff. Idealmente, un mezzo da sette posti consente maggiore flessibilità nell’organizzazione delle visite.

Anche l’autista e le strutture alberghiere devono essere informati in anticipo e collaborare nell’organizzazione dei trasferimenti.

Questo vale fin dall’arrivo in aeroporto. Può capitare di essere sottoposte a forti pressioni da parte di persone che chiedono mance o propongono assistenza all’uscita. Avere già organizzato il trasferimento e sapere chi ci aspetta facilita la gestione dell’arrivo.

Gestire il denaro e documentare le spese

Durante le visite di monitoraggio e valutazione mi capita spesso di lavorare in luoghi nei quali il contante è il sistema di pagamento più utilizzato. È quindi necessario organizzare il cambio in valuta locale attraverso strutture legittime, come quelle presenti negli aeroporti o nei casinò, e contemporaneamente gestire la tracciabilità delle spese.

Durante tutta la permanenza devo infatti conservare giustificativi e prove di pagamento, perché le spese sostenute durante la missione dovranno successivamente essere rendicontate.

La rendicontazione, anche in questo caso, è un processo continuativo che inizia dalla pianificazione e termina con la fine del viaggio e della chiusura del piano di spese.

Essere pronte a modificare il programma

Durante la permanenza in Sierra Leone bisogna essere flessibili e pronti a modificare quanto pianificato. Possono cambiare gli orari, gli spostamenti possono durare più del previsto e alcune attività possono richiedere approfondimenti inizialmente non programmati.

Per questo è importante condividere con lo staff locale il calendario, ma soprattutto l’obiettivo di ogni attività e gli aspetti che si vogliono approfondire.

Preparare insieme le attività

Tutte le attività di monitoraggio e valutazione che realizzo coinvolgono attivamente lo staff locale e prevedono la partecipazione e attivazione Comunitaria. Se voglio realizzare un focus group, ad esempio, ho bisogno di coordinarmi con lo staff non soltanto per la traduzione contemporanea, ma soprattutto sulle domande che guideranno il confronto.

Le domande vengono condivise prima dell’attività con lo staff locale e, quando necessario, modificate o integrate per arrivare all’incontro con obiettivi e modalità di lavoro condivisi.

Quest’anno abbiamo utilizzato questo approccio per valutare un’attività formativa rivolta ad alcune donne che avevano partecipato a un corso sulla salute e sull’igiene mestruale. Avevo già provato in passato a realizzare una valutazione simile senza ottenere buoni risultati. Questa volta, invece, il focus group è stato facilitato insieme ad alcune donne dello staff locale con competenze specifiche sulle tematiche di genere. Il risultato è stato molto diverso: il confronto è stato più utile, interessante e approfondito.

Questa esperienza mi ha confermato quanto sia importante non limitarsi a scegliere lo strumento di valutazione, ma individuare anche chi è nella posizione migliore per facilitarne l’utilizzo nel contesto specifico.

Centralità del partner locali nelle decisioni

Una delle lezioni più importanti di questa visita è stata proprio la centralità del partner locale. Quest’anno siamo riusciti a dare ancora più spazio alle idee e alle opinioni dello staff attraverso un workshop finale, durante il quale abbiamo analizzato insieme i punti di miglioramento dei progetti esistenti e ragionato sui progetti futuri.

Il confronto ci ha permesso di distinguere ciò che può essere migliorato utilizzando le risorse già a disposizione da ciò che richiede invece nuove risorse e una nuova progettazione.

Per me questo è un aspetto fondamentale della cooperazione internazionale: il partner locale non deve essere coinvolto soltanto nell’esecuzione delle attività, ma anche nella valutazione, nell’individuazione delle criticità, nella proposta delle soluzioni e nella definizione delle priorità future.

Conclusioni

Una missione di monitoraggio e valutazione richiede quindi competenze diverse: pianificazione, organizzazione logistica, gestione amministrativa, capacità di adattamento, confronto continuo con il partner e capacità di relazionarsi con le comunità ospitanti.

Questa visita ha confermato l’importanza di preparare le attività insieme allo staff locale e utilizzare la valutazione non soltanto per verificare quanto realizzato, ma come momento di apprendimento e miglioramento futuro.

Vuoi far parte del viaggio anche tu? Guarda il video della visita di monitoraggio: clicca qui.

FAQ

1. Quali sono gli aspetti più importanti nella pianificazione di una visita di monitoraggio?

Oltre a definire obiettivi, luoghi da visitare e attività, è necessario pianificare con anticipo spostamenti, mezzo di trasporto, autista, alloggi, trasferimenti e gestione del denaro. Il programma deve essere condiviso con il partner locale e mantenere un certo grado di flessibilità.

2. Come realizzare un’attività di monitoraggio e valutazione efficace?

È importante partire da un obiettivo chiaro e condividere preventivamente con lo staff locale gli strumenti utilizzati. Nel caso di un focus group, ad esempio, è utile discutere prima le domande, adattarle quando necessario e individuare le persone più adatte a facilitare il confronto. Il coinvolgimento del partner deve proseguire anche nell’analisi delle criticità e nell’individuazione delle possibili soluzioni.

3. Quali sono gli altri articoli che hai scritto e dove posso trovarli?

Articoli tecnici:

  1. Dalla idea alla scrittura: la metodologia progettuale efficace
  2. Dall’approvazione all’avvio operativo del progetto: come procedere
  3. Rendicontazione progetti sociali finanziati: guida pronta all’us
  4. Il progetto Heroes Beyond Cancer: sopravvivere alle discriminazioni
  5. Contrastare la malnutrizione in Madagascar: il lavoro di CHANGE ETS

Sono Alessia M. Massaro, consulente esperta in progettazione sociale dal 2020 e project manager dal 2022.Lavoro prevalentemente nell’ambito della cooperazione internazionale in Africa nel settore sociosanitario, educativo e di accesso all’acqua potabile. Dal 2020 mi occupo di ideazione e formulazione di proposte progettuali con enti del Terzo Settore di piccola e media dimensione, accompagnando i partner dalla idea alla scrittura nella realizzazione di interventi concreti e sostenibili. Rivolgo particolare attenzione ai temi di inclusione sociale, salute, educazione e parità di genere, diritti umani. Dal 2024 mi occupo di missioni di monitoraggio e valutazione in Madagascar, Uganda e Sierra Leone, collaborando con organizzazioni locali e internazionali per migliorare la qualità e l’impatto degli interventi. Sono fortemente orientata al networking e allo scambio di esperienze, e mi piace condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche per promuovere una progettazione più consapevole, efficace e partecipata.

Contatti

Sito internet: Gestione e Progettazione Sociale con il Terzo Settore | Alessia M. Massaro

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