Cosa è la resilienza?
Il significato di resilienza. La resilienza definisce la capacità delle persone di riuscire ad affrontare eventi traumatici e di riorganizzare in maniera proattiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. La resilienza consente l’adattamento alle avversità. Il termine richiama la matrice latina del termine “resilire” (saltare indietro, rimbalzare). Rappresenta la capacità dell’individuo di ripristinare l’equilibrio psico-fisico precedente allo stress. In taluni casi migliorandolo. L’individuo resiliente riesce a far fronte e riorganizzare positivamente la propria vita.
Coronavirus e resilienza
In questi giorni infausti, le parole sicuramente più ricorrenti sono “Coronavirus” e “Resilienza” (scopri il significato sul sito della Treccani). Avremmo fatto a meno di conoscere sulla nostra pelle questo virus. Non avremmo mai pensato di privarci della nostra libertà personale per limitare la pandemia. Tutto questo ha “sperimentato” la nostra capacità di adattamento resiliente sulla scorta di un pericolo determinato da una emergenza sanitaria globale.

Il significato di resilienza: ricostruire, non solo resistere
Essere resilienti non significa soltanto opporsi alle pressioni dell’ambiente o resistere agli urti della vita. Il significato di resilienza va ben oltre: è una dinamica positiva, una forza interiore che consente non solo di sopravvivere alle difficoltà, ma di andare avanti e ricostruire un percorso di vita. Nonostante tutto. È una qualità che non rende invincibili, ma offre la possibilità concreta di rimettere insieme i pezzi, di trasformare il dolore e le crisi in opportunità di crescita.
La resilienza è quindi un dono prezioso, un processo psicologico e umano che riguarda tanto l’individuo quanto le comunità. In momenti di crisi collettiva, come quello che stiamo vivendo, essere resilienti significa anche riconoscere la sofferenza, affrontarla con consapevolezza e trasformarla in energia generativa.
Siamo certi che tutto questo, prima o poi, terminerà. E anche noi vogliamo unirci al coro di speranza del “tutto andrà bene”. Ma dobbiamo essere onesti: non sarà più tutto come prima. La società civile sta attraversando un vero e proprio terremoto, un cambiamento profondo e strutturale, simile a quelli che in passato hanno costretto interi sistemi sociali a modificarsi radicalmente.
In questo scenario, comprendere davvero il significato di resilienza diventa essenziale. Perché solo attraverso la resilienza potremo ricostruire, rigenerare e dare forma a una nuova normalità più equa, sostenibile e umana.
Le abitudini radicate vanno cambiate
Il pericolo ci sta costringendo a rivedere abitudini e a mettere in evidenza le possibilità che già avevamo e non avevamo considerato. Tutti siamo consapevoli che le ricadute di questa pandemia sull’economia saranno drammatiche e ci porteranno ad una crisi peggiore di quella del 2009. La FASE 2 ci dovrà far convivere con il virus. Tutto questo deve essere visto non come un ostacolo ma come una opportunità. Il sistema economico dovrà ripartire con rinnovate risorse non solo economiche. L’Europa dovrà concretamente scendere in campo rivisitando le programmazioni comunitarie. Snellendo le procedure. Avvicinarsi alla società civile.
Addio alle piccole attività commerciali?
Questo momento storico rischia di dare il colpo di grazia a molte piccole attività commerciali. A farne le spese saranno soprattutto quelle realtà che non hanno mai investito, ad esempio, in un canale e-commerce. Alcuni modelli produttivi e organizzativi non saranno più in grado di garantire sviluppo e continuità.
Eppure, questa difficoltà può essere superata. Serve puntare sulla formazione, sul miglioramento delle competenze digitali, sull’implementazione di sistemi efficaci di comunicazione e sicurezza informatica. Non possiamo più permetterci piattaforme digitali inadeguate alla gestione delle richieste e delle emergenze: è tempo di un cambiamento strutturale. E questo è solo l’inizio

Lo smartworking come strategia vincente
Ci renderemo conto che lo smartworking sarà una strategia vincente e da perseguire. Il lavoro agile investirà il modello manageriale, la condivisione e il controllo dei processi. Cambierà la gestione del rapporto con i fornitori e con i clienti, che dovremo abituare ad essere smart per non incorrere più nel rischio di assoluta incapacità. Grazie alle tecnologie a supporto dovremmo acquisire capacità per creare sviluppo.
Una nuova società. Una nuova speranza
Non sarà solo l’emergenza a cambiare le cose. La speranza è che, facendo leva sulla resilienza, si possa trasformare profondamente la società, generando nuove opportunità. È il momento di recuperare una visione che unisce la psicologia della resilienza alle dinamiche collettive: uomini, donne e interi popoli sono chiamati a essere resilienti, a reagire con consapevolezza e forza ai cambiamenti in atto.
Dovremo cominciare a pensare – e soprattutto ad agire – in modo serio e strutturato rispetto alla qualità dell’ambiente, alla salute pubblica e alla vita sociale. La gestione del tempo e dei ritmi quotidiani dovrà essere ripensata. Anche l’economia sarà chiamata a rinnovarsi, ispirandosi a modelli più etici e sostenibili rispetto a quelli dominanti negli ultimi trent’anni.
La visione che si delinea è quella di un tessuto economico e sociale capace di essere resiliente, pronto a rigenerarsi, adattarsi e crescere di fronte alle difficoltà, abbandonando logiche di mera resistenza per abbracciare un cambiamento consapevole e duraturo.












